Mantova (MN)

A processo a Mantova il 21enne accusato di stalking

Valutazione clinica favorevole: il giovane può sostenere l’iter davanti al gup dopo le contestazioni della vicina

La consulenza psichiatrica ha stabilito che il 21enne accusato di aver perseguitato per oltre due anni la vicina di casa è capace di intendere e di volere. Il giovane è stato ritenuto idoneo ad affrontare il procedimento giudiziario e, secondo la valutazione, aveva la stessa capacità anche al momento dei fatti contestati.

L’esito dell’accertamento è stato illustrato davanti al giudice dell’udienza preliminare Raffaella Bizzarro dalla psichiatra modenese Matilde Forghieri. La professionista ha riferito che non sono emerse patologie psichiche tali da compromettere la capacità dell’imputato di rispondere delle accuse.

Le accuse della vicina

La vicenda, ricostruita a partire dalla denuncia della 38enne, si sarebbe protratta per più di due anni. Nel periodo indicato dalla donna si sarebbero susseguiti pedinamenti, appostamenti, telefonate, insulti e molestie, fino a un episodio considerato particolarmente grave dagli inquirenti.

Il 21enne avrebbe infatti affiancato e speronato l’auto della vicina mentre a bordo si trovava anche la figlia di tre anni, sistemata nel seggiolino. La donna, terrorizzata, avrebbe stretto il volante per evitare che la vettura finisse nel canale. L’urto aveva danneggiato lo specchietto e la fiancata dell’automobile.

L’episodio e il procedimento

Dopo l’accaduto, madre e figlia erano state accompagnate al pronto soccorso. La donna aveva riportato un trauma cervicale e un forte stato d’ansia, mentre la bambina aveva subito una contusione superficiale, oltre allo spavento. I filmati registrati dal compagno della 38enne, che viaggiava dietro la loro auto, avevano fornito un contributo alla ricostruzione dell’episodio.

Per la gravità dei fatti, i carabinieri avevano attivato il codice rosso. Nel procedimento si erano costituite parti civili sia la donna sia la figlia, assistite dall’avvocato Gianluca Pinotti. Entrambe sono poi uscite dal procedimento dopo aver ottenuto un risarcimento.

Il prossimo 26 novembre l’accusato, che si trova ancora agli arresti domiciliari, dovrà comparire davanti al gup di Mantova per essere giudicato con rito abbreviato.