È stato arrestato il sesto componente del gruppo ritenuto responsabile dell’aggressione costata la vita a Nicola Musiani, 53 anni, residente a Pinarella. Si tratta di Ibrahim Ben Amara, 18 anni, nato a Forlì e residente a Forlimpopoli. Il giovane è stato fermato a Bologna, dove si trovava al lavoro in un cantiere insieme al padre.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo la morte di Musiani il diciottenne si sarebbe allontanato dall’Italia, prima verso l’Olanda e poi in un altro Paese, che alcune fonti indicano nel Marocco. Nei giorni scorsi Ben Amara sarebbe rientrato in Italia. I carabinieri, che attendevano anche questo possibile sviluppo dopo gli arresti degli altri componenti del gruppo, hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nei pressi della sua abitazione.
L’aggressione nella notte a Pinarella
Musiani era stato aggredito e picchiato nella notte tra il 21 e il 22 luglio, a Pinarella di Cervia, da un gruppo di ragazzi, tra i quali anche un minorenne. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, l’uomo sarebbe stato inseguito e raggiunto dal gruppo, che lo avrebbe colpito ripetutamente con calci e pugni e con diversi oggetti, tra cui biciclette, sedie e una bottiglia.
Le testimonianze di due persone che avrebbero assistito alla scena hanno consentito agli investigatori di riconoscere diversi partecipanti. Gli accertamenti sono stati affiancati dall’analisi delle immagini disponibili e dei dati relativi alla presenza dei telefoni cellulari nella zona. Per gli inquirenti, Ben Amara avrebbe partecipato direttamente al pestaggio, colpendo Musiani insieme agli altri membri del gruppo.
Le indagini sull’aggressione mortale
Il provvedimento cautelare nei confronti del diciottenne è stato disposto sulla base di un’ordinanza richiesta dal gip del Tribunale di Ravenna Andrea Galanti, su richiesta della sostituta procuratrice Angela Scorza. L’arresto dei primi quattro maggiorenni, Oussama Ragme, Conor Finn Long, Houssam Abir e Bilal Mahboubi, aveva già portato a delineare un’azione compiuta insieme a un minorenne e a un’altra persona non ancora identificata.
Proprio quest’ultimo elemento viene ora collegato dagli investigatori all’arresto di Ben Amara. Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che la morte di Musiani è riconducibile a un’emorragia provocata da un trauma cranico. Sono state inoltre riscontrate lesioni da corpo contundente, fratture costali, un massivo pneumotorace sinistro e una frattura dello zigomo destro.
Con il nuovo arresto salgono a sei le persone coinvolte nell’inchiesta sull’aggressione mortale. Per tutti l’ipotesi accusatoria è quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate nei successivi passaggi giudiziari.