A Livorno i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, insieme ai militari della Stazione Livorno Centro, hanno arrestato una 35enne livornese con l’accusa di estorsione ai danni di un uomo di origine albanese. La vicenda sarebbe nata dopo il furto di uno scooter, avvenuto nella stessa giornata.
Secondo quanto riferito ai militari, la vittima si era presentata in caserma spiegando di essere stata contattata dalla donna. La 35enne avrebbe sostenuto di poter restituire il motorino in cambio di 300 euro in contanti. La richiesta, secondo gli investigatori, avrebbe riprodotto lo schema del cosiddetto cavallo di ritorno, una forma di estorsione collegata alla restituzione di beni rubati.
La consegna del denaro monitorata dai Carabinieri
Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri hanno organizzato un’attività di osservazione per verificare la dinamica e consentire il recupero del veicolo. I militari hanno monitorato il momento in cui sarebbe avvenuta la consegna del denaro e sono intervenuti bloccando la sospettata nella flagranza di reato. Lo scooter è stato così restituito al legittimo proprietario.
Il meccanismo del cavallo di ritorno prevede, in genere, il furto di un’automobile, di un motociclo o di un altro bene, seguito dal contatto con la persona derubata e dalla richiesta di una somma per ottenere la restituzione. In assenza di pagamento, il mezzo può essere ricettato, smontato per ricavarne pezzi oppure distrutto. Nel caso ricostruito a Livorno, l’intervento è stato finalizzato sia a interrompere la richiesta estorsiva sia a recuperare il veicolo.
Arresti domiciliari dopo la convalida
D’intesa con l’Autorità giudiziaria, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto della donna per estorsione. Nella mattinata del 5 novembre 2026, il provvedimento è stato convalidato durante l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale. Nei confronti dell’indagata è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.