Proprietari e conduttori di terreni in provincia di Grosseto hanno tempo fino al 30 ottobre per presentare la richiesta di esclusione della caccia dai propri fondi. A ricordare la possibilità sono le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Enpa, Grig, Lac, Lav, Lipu, Lncd e Wwf, che invitano gli interessati a far valere un diritto previsto dalla normativa nazionale.
La procedura è stata avviata dopo la pubblicazione, lo scorso 30 settembre, del nuovo Piano Faunistico-Venatorio Regionale sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. Il provvedimento stabilisce un termine di 30 giorni per inoltrare le domande di esclusione dell’attività venatoria sui terreni privati.
Le condizioni previste dalla Regione
Secondo quanto riportato dalle associazioni, la Regione Toscana ha previsto vincoli ritenuti stringenti. Le richieste sarebbero ammesse soltanto per fondi destinati alla tutela della fauna, con una superficie di almeno 200 ettari accorpati, oppure per aree interessate da programmi di ricerca o da coltivazioni sperimentali finanziati con risorse pubbliche.
Le organizzazioni ambientaliste sostengono che queste limitazioni ledano i diritti dei cittadini e siano in contrasto con gli orientamenti espressi dal Tar e dal Consiglio di Stato. Secondo le associazioni, la domanda per vietare la caccia sui propri terreni può essere presentata anche per motivi etici, e non soltanto nei casi legati alla tutela faunistica o alla ricerca.
Per questo motivo, l’invito rivolto ai proprietari contrari all’attività venatoria è di presentare comunque l’istanza entro la scadenza, tramite Pec o raccomandata con ricevuta di ritorno. I moduli da utilizzare, spiegano le associazioni, sono disponibili sui rispettivi siti web.
In caso di rifiuto da parte della Regione, qualora non adeguatamente motivato, i cittadini potranno valutare la possibilità di ricorrere al Tar. Le associazioni sottolineano infine che si tratta di un’occasione da non perdere, perché la possibilità di chiedere il divieto di caccia sui propri fondi non dovrebbe ripresentarsi per i prossimi cinque anni.