Cingoli (MC)

A Cingoli, accusa ridotta da tentato omicidio a lesioni

Il 35enne avrebbe ferito con un coltello la donna dopo una lite per pochi euro

Il gup del tribunale di Macerata ha derubricato l’accusa di tentato omicidio contestata a un 35enne di Cingoli, riconducendo i fatti all’ipotesi di lesioni personali. La decisione è stata presa nell’udienza preliminare relativa all’aggressione ai danni della madre dell’imputato, una donna di 51 anni.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri, l’episodio sarebbe avvenuto poco dopo la mezzanotte tra il primo e il 2 settembre. Il giovane, rientrato a casa, avrebbe chiesto alla madre alcuni soldi. Di fronte al rifiuto della donna sarebbe nata una lite, durante la quale il 35enne avrebbe impugnato un coltello, ferendola a una gamba e al torace. Anche il giovane era rimasto ferito.

La decisione del giudice

Entrambi erano stati accompagnati all’ospedale di Jesi. Per la madre i medici avevano indicato una prognosi di 15 giorni. La ricostruzione dell’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Gramuglia, aveva portato a valutare se le lesioni potessero essere ricondotte a un tentato omicidio.

La vicenda si inseriva in un procedimento già avviato. Nel dicembre 2024, il giovane era stato condannato dal gup Daniela Bellesi a quattro anni per maltrattamenti nei confronti della madre. In quella fase gli venivano contestate anche le lesioni personali e il giudice aveva trasmesso gli atti alla procura per verificare la possibilità di formulare l’ipotesi più grave in relazione all’episodio di settembre.

Nel corso dell’udienza preliminare, il gup Giovanni Manzoni ha ascoltato anche la versione dei fatti fornita dalla madre del 35enne. Al termine, l’imputazione di tentato omicidio è stata riqualificata in lesioni personali. Il procedimento proseguirà quindi sulla base della contestazione meno grave, mentre restano da definire gli ulteriori passaggi giudiziari.

La posizione della difesa

L’avvocato Gianfranco Bartolelli, difensore del giovane, ha sostenuto che il suo assistito non avesse mai tentato di uccidere la madre. Per la difesa, la riqualificazione consente di ricondurre la vicenda alla sua effettiva dimensione giuridica e impedisce che l’imputato venga associato a un’accusa di tentato matricidio. La posizione dovrà ora essere valutata nell’ambito della contestazione per lesioni personali.