61enne suicida nel carcere di Busto: "E' emergenza nazionale"
E' stato il 56esimo suicidio da inizio anno. Astuti: "Serve una risposta strutturale. La vita di ogni persona, anche di chi si trova ristretto in carcere, resta un valore inviolabile"

Ancora un suicidio in carcere, questa volta a Busto Arsizio. A togliersi la vita ieri, 27 agosto, un italiano di 61 anni.
Suicidio nel carcere di Busto
Era in carcere da una decina di giorni, in applicazione del "Codice Rosso", la normativa a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. In mattinata l'allarme e la corsa degli agenti della Polizia Penitenziaria e dei sanitari. Vana: al loro arrivo, era già troppo tardi.
A dare la notizia e a denunciare per l'ennesima volta la situazione all'interno delle carceri, il Segretario Generale del sindacato UILPA Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio:
"Si tratta del 56esimo recluso suicida dall’inizio dell’anno, cui vanno sommati tre operatori. Si continua, evidentemente, a morire per carcere e di carcere senza che si intravedano all’orizzonte prospettive concrete che possano restituire dignità alla detenzione e alle condizioni di lavoro degli operatori".
"Una strage silenziosa"
Sul fatto e sull'argomento interviene anche il consigliere regionale Pd Samuele Astuti, componente della Commissione Carceri di Regione:
"E' l’ennesimo drammatico segnale di una strage silenziosa che da anni si consuma all’interno degli istituti penitenziari italiani - Una tragedia che non può più essere considerata un fatto isolato, ma che deve interrogare profondamente la coscienza civile e politica del nostro Paese".
Emergenza sovraffollamento
"La situazione del carcere di Busto Arsizio è emblematica - continua Astuti - La struttura è stata progettata per ospitare 240 detenuti. Oggi, invece, vi si trovano recluse oltre 400 persone, costrette a vivere in condizioni di sovraffollamento intollerabili, che aggravano ulteriormente la già grave carenza di personale e rendono impossibile garantire sicurezza e dignità".
“Questa condizione non riguarda solo Busto Arsizio – continua Astuti -, ma l’intero sistema penitenziario nazionale. L’ultimo rapporto di Antigone evidenzia come al 30 giugno 2025 in Italia fossero presenti 62.728 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti. L’affollamento medio ha così raggiunto il 134,3 per cento, il carcere di Busto arriva quasi al 200%. Numeri che parlano da soli e che ci raccontano di una situazione ormai fuori controllo”.
"Il Governo guidi una risposta strutturale"
“Come componente della Commissione Carceri, non posso che sottolineare come il tema non possa più essere affrontato con soluzioni parziali o misure emergenziali – afferma il consigliere -. È indispensabile un impegno comune, che coinvolga tutte le forze politiche, perché siamo di fronte a un’emergenza nazionale che mette in gioco i principi fondamentali di umanità e di civiltà del nostro Paese. È necessario che il Governo si assuma le proprie responsabilità, guidando una risposta strutturale e di sistema, capace di coniugare sicurezza, rispetto dei diritti e percorsi concreti di reinserimento sociale. La vita di ogni persona, anche di chi si trova ristretto in carcere, resta un valore inviolabile”, conclude.