Nella mattinata di oggi, martedì 28 luglio, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia di Corsico hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino egiziano di 39 anni, ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio aggravato.
Omicidio di Alessio Borelli a Corsico, fermato un 39enne: sarebbe il presunto assassino
MILANO – Le indagini sull’omicidio di Alessio Borelli, il 38enne trovato senza vita nel suo appartamento di via Parini a Corsico lo scorso 11 luglio, hanno portato a una svolta. I carabinieri hanno eseguito un fermo nei confronti di un cittadino egiziano rintracciato a Lampugnano.
Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Milano, riguarda un uomo con precedenti di polizia, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale. Il 39enne è stato rintracciato e bloccato nella zona di Lampugnano, dove i militari lo stavano cercando da ieri sera, subito dopo l’emissione del decreto di fermo.
Il ritrovamento del corpo e la ricostruzione del delitto
L’attività investigativa era iniziata immediatamente dopo il ritrovamento del corpo di Borelli. L’11 luglio erano stati alcuni vicini a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco, insospettiti dal forte odore proveniente dall’abitazione. Una volta entrati nell’appartamento insieme ai carabinieri, i soccorritori avevano trovato il corpo ormai in avanzato stato di decomposizione, riverso in una pozza di sangue e con numerose ferite da arma da taglio al collo e al torace.
Gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di collocare il delitto nella mattinata dell’8 luglio. Proprio quel giorno, nelle prime ore del mattino, alcuni residenti avevano riferito di aver sentito provenire dall’appartamento urla e richieste di aiuto.
La relazione tra vittima e indagato
Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima e il 39enne avevano intrattenuto una relazione sentimentale iniziata circa un mese prima. Negli ultimi giorni, però, tra i due sarebbero sorti contrasti che avrebbero raggiunto il culmine durante l’ultimo incontro nell’abitazione di Borelli, dove si sarebbe consumata l’aggressione mortale.
Le prove raccolte dagli investigatori
A rafforzare il quadro accusatorio sono stati gli accertamenti eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano e dal RIS di Parma. Il profilo genetico dell’indagato sarebbe stato individuato sui due coltelli sequestrati sulla scena del delitto e su alcune tracce di sangue rinvenute nel bagno dell’appartamento.
Determinante anche il ritrovamento di un’impronta palmare insanguinata su una porta a vetri dell’abitazione, risultata compatibile con quella del 39enne.
Il fermo e il trasferimento in carcere
Il fermo è stato disposto anche in considerazione del concreto pericolo di fuga. Secondo gli investigatori, l’uomo, privo di un domicilio stabile, di un’occupazione e di legami familiari in Italia, avrebbe inoltre modificato di recente le proprie abitudini, cambiando più volte alloggio e utenze telefoniche nel tentativo di rendere più difficile la propria individuazione.
Al termine delle formalità di rito, il 39enne è stato trasferito nel carcere di San Vittore, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
T.G.