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Lariani terzi alla Como Cup 2026, Fabregas: “Possiamo giocare molto meglio”

L'allenatore del Como si è detto parzialmente soddisfatto del percorso visto sin qui.

Lariani terzi alla Como Cup 2026, Fabregas: “Possiamo giocare molto meglio”

Si è conclusa con un terzo posto la Como Cup 2026 per i ragazzi di mister Fàbregas. Dopo la gara vinta per 3-2 contro il Famalicão, il tecnico spagnolo ha espresso il suo punto di vista in conferenza stampa.

Le parole di Fàbregas in conferenza

Sei soddisfatto? E come valuti la posizione di Liberali tra la fase a gironi e la finale di oggi?

“Non sono soddisfatto della prestazione generale. Possiamo giocare molto meglio. Mi è piaciuta la partita contro il Villarreal per alcuni aspetti. Ci sono tanti cambiamenti: è arrivata gente nuova, ragazzi giovani ai quali bisogna dare delle opportunità. Anch’io sono molto giovane e sono molto esigente. Abbiamo fatto soltanto otto allenamenti. Giocare due partite in tre giorni, senza praticamente allenarsi, non è così facile. Però si sono viste delle cose positive, mentre su altre possiamo migliorare. Liberali è un jolly, così come Baturina, Caqueret e Da Cunha. Per un allenatore è un lusso avere giocatori che possono ricoprire più ruoli. L’altro giorno ha giocato più esterno, oggi invece è venuto maggiormente dentro al campo. È un giocatore molto propositivo e positivo. Per lui è soltanto una questione di tempo”.

Diao ha baciato il campo dopo il gol?

“Non l’ho notato. L’importante è che abbia giocato e che abbia segnato”.

Il livello complessivo era buono. Le condizioni climatiche, il caldo e la fatica hanno inciso?

“Noi prepariamo la partita in un certo modo. Cubarsí ed Eric García fanno anche 300 passaggi tra di loro. Quando fai girare tanto la palla puoi creare pericoli. Noi vogliamo essere come piace a noi: attacco veloce e gioco tra le linee. Poi dipende anche dall’avversario: se trovi una squadra che si difende con un blocco molto basso diventa tutto più difficile. Avevamo analizzato il Famalicão e sapevamo che avrebbe giocato così. Noi vogliamo sempre giocare con intensità e, contro una squadra che si chiude, bisogna avere pazienza, far girare tanto il pallone, anche rischiando di annoiarsi, perché prima o poi l’imbucata arriva. Ci saranno momenti in cui prepareremo piani gara di cinque minuti, perché anche gli avversari si adattano. Bisognerà cambiare costantemente. Siamo ancora molto lontani dal livello che vogliamo raggiungere”.

Diao sarà fondamentale anche nella prossima stagione? E quali caratteristiche dovrà avere l’attaccante che state cercando?

“Lo sai meglio tu di me! È difficile. Quando analizzi il mercato trovi mille giocatori. Cerchiamo di capire anche come sono dal punto di vista umano e se riescono ad adattarsi al nostro contesto. Ci sono tantissimi parametri da considerare. In questo senso sento una grandissima responsabilità. Dobbiamo cercare di non sbagliare le scelte. Capiremo nel corso della stagione cosa succederà. Sicuramente arriverà un attaccante, ma anche oggi ho visto ragazzi che vogliono dimostrare tanto. Non c’è fretta: l’importante è fare la scelta giusta”.

“La stagione scorsa è stata trionfale, ma si riparte da zero”

Morata rimarrà?

“Álvaro, piaccia o non piaccia, non è mio fratello e non è un mio amico. Io sono l’allenatore e devo prendere delle decisioni, anche difficili, per il bene del club. Álvaro è una persona molto attenta all’aspetto mentale, che sa aprirsi alle nuove generazioni. È un esempio e ha un grandissimo cuore. In questo momento, dal mio punto di vista, tutti partono da zero. Siamo il Como e dobbiamo crescere. Vale per tutti, non solo per Morata. Chi vuole rimanere qui deve dimostrarlo. È facile essere contenti quando si gioca. Conta anche il comportamento quando si è in difficoltà. Noi stiamo cercando standard di élite. Conosciamo le aspettative: se il Como farà meno dell’anno scorso verrà criticato. Ogni giocatore deve conquistarsi il proprio spazio, dimostrando umanamente quanto tiene a questa squadra e avendo il livello adeguato al contesto. L’anno scorso è stato fatto un percorso meraviglioso, ma ora il livello si alza ulteriormente”.

Come attaccante servirebbe un giocatore più fisico e di sfondamento?

“Tutto serve. Questa è la risposta. Può essere che arrivi un giocatore con quelle caratteristiche, così come può essere che non arrivi. Ero andato a vedere la semifinale del Mondiale tra Francia e Spagna negli Stati Uniti. Parlando con Wenger ero convinto che la Spagna avrebbe vinto. La Francia ha giocatori forti e fisici, ma la Spagna palleggia, ti manda fuori posizione e ti mette in difficoltà. Ogni profilo può essere utile. La Spagna mi ha dimostrato che Oyarzabal, pur non essendo un attaccante particolarmente fisico o veloce nell’attaccare la profondità, è un giocatore di grande intelligenza. Ci sono calciatori che magari rendono benissimo con Gasperini e che, invece, con noi non giocherebbero mai”.