Colleferro (RM)

I russi dietro l’esplosione alla ex Simmel Difesa? Il ministro Crosetto: “Non risulta a nessuno”

"Non serve inventare colpe per chi da anni fa guerra ibrida"

I russi dietro l’esplosione alla ex Simmel Difesa? Il ministro Crosetto: “Non risulta a nessuno”

C’è una mano russa dietro l’esplosione dello scorso 13 agosto nell’azienda di Colleferro (Roma)? Carlo Calenda di Azione e Filippo Sensi del Pd hanno chiesto chiarimenti al governo. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, frena: “non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno”. La procura di Velletri ha aperto un’inchiesta sull’incidente al sito della Knds Ammo Italy, che produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale. Armamenti che vengono anche inviati in Ucraina. C’è stato prima un incendio, cui è seguita poi un’esplosione nel reparto Pressatura Polveri. Le immagini circolate hanno mostrato una colonna di fumo bianco e dopo un po’ una fiammata arancione alta decine di metri, con una pioggia di detriti in fiamme ricaduta a terra mentre un boato ha scosso l’aria intorno allo stabilimento. Tanta paura, ma nessuna vittima, a differenza di quanto accadde nello stesso sito nell’ottobre del 2007, quando un’esplosione causò un morto e 13 feriti. Una consulenza tecnica aiuterà i magistrati ad accertare la dinamica di quello che è successo ed eventuali responsabilità.

Il fatto che Knds produca munizioni per l’Ucraina e la propensione di Mosca a compiere attentati ‘fuori area’ per colpire chi sostiene Kiev ha fatto subito scattare i sospetti sulla pista russa. Da considerare anche che tre giorni prima si era verificato un altro incidente – sempre con incendio ed esplosione – ad una fabbrica di armi della Emco vicino a Belica, in Bulgaria. I primi rilievi sembrano però escludere la pista di un attentato e Crosetto sottolinea: “non c’è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida”.

Il Cremlino, è il senso, bersaglia ampiamente e su diversi piani – con attacchi cyber, disinformazione e azioni sul campo – l’Occidente pro-Ucraina, senza dovergli attribuire anche atti che lo vedono estraneo. Ma Calenda chiede che il governo riferisca “immediatamente alla ripresa dell’attività parlamentare. Non possiamo – rimarca – rimanere nell’incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo”. Sulla stessa linea il dem Sensi: “piena fiducia nella magistratura, bisogna vederci chiaro”