Clusone (BG)

Raspadori: «Sarri sa cosa vuole costruire, noi siamo carichi e concentrati sulle sue idee»

L'attaccante ha parlato dello spirito che ha sempre percepito nell'Atalanta da avversario, dei suoi obiettivi personali e della Nazionale

Raspadori: «Sarri sa cosa vuole costruire, noi siamo carichi e concentrati sulle sue idee»

Giacomo Raspadori ha preso la parola dopo la prima amichevole stagionale contro l’Under 23 per fare il punto sull’avvio di questa nuova stagione sotto la guida di Maurizio Sarri, toccando diversi temi: dal nuovo ruolo in campo, allo spirito con cui si sta approcciando al lavoro quotidiano, fino ai pensieri sulla Nazionale.

Sul rapporto con Sarri e il nuovo ruolo

L’attaccante ha innanzitutto voluto ringraziare pubblicamente il proprio allenatore: «Ci tengo a ringraziare il mister per le parole spese per me, sia privatamente che pubblicamente. Fa sempre piacere, non sono scontate. Sto giocando al momento come esterno a sinistra, so di poterlo fare per le richieste che mi fa, rimanendo comunque dentro il campo».

«Spero di poter esprimere le mie qualità, lui sa cosa è meglio per quello che vuole costruire – ha proseguito -. Siamo concentrati sui concetti che vuole trasmettere al gruppo, abbiamo entusiasmo di imparare, di apprendere velocemente le sue idee. Non pensiamo ai singoli ora, siamo molto carichi».

Sullo spirito dell’Atalanta

Raspadori ha poi parlato di ciò che ha sempre percepito dell’Atalanta guardandola da avversario, sottolineando l’identità del club: «Negli anni da avversario ho sempre percepito lo spirito combattivo e l’ambizione dell’Atalanta, che parte dalla società, dai tifosi, da chi lavora, da chi trasmette la foga di lottare su ogni palla: una caratteristica che ho sempre avuto. Penso che oggi tutti i calciatori debbano giocare con grande intensità e applicazione mettendo il massimo impegno nel fare entrambe le fasi».

Un passaggio anche sul percorso di crescita professionale e su cosa significhi, per lui, imparare un nuovo modo di giocare: «Sono stato molto fortunato per gli allenatori avuti negli anni, ho imparato tante cose e c’è sempre da imparare, nello sport e nella vita».

«Il segreto sta nel lavoro – ha spiegato -, non c’è un modo preciso per apprendere un modo diverso di giocare: servono modi completamente diversi, ognuno a modo suo, che portano a dei risultati, bisogna lavorare. Il lavoro quotidiano è l’unica chiave che conosco, sudare la maglia come dice il nostro motto e fare il massimo per arrivare a ciò che chiede Sarri».

Ambizioni e la Nazionale

«È importante per tutti ricominciare da qui, è un momento fondamentale perché si gettano le basi su quello che verrà. Dobbiamo essere bravi nel quotidiano a captare quello che ci viene chiesto e farlo nostro, sapendo che c’è tempo ma non è poi così tanto. Per la Nazionale il pensiero c’è, fare una stagione da protagonista trovando continuità è nella mia testa, ma tutto passa dal club, quindi lo tengo in considerazione» ha raccontato l’attaccante.

Raspadori ha chiuso con una riflessione sui propri obiettivi, senza però voler svelare troppo: «Io sono un ragazzo molto ambizioso, ma non mi piace parlare pubblicamente di cosa ho dentro. So che ho tanto da tirar fuori, ho ancora molto da dimostrare. Guardo sempre avanti, a cosa sta per arrivare, e a lavorare quotidianamente per fare il massimo. Sono convinto che abbiamo tanto da tirar fuori e vogliamo essere la nostra miglior versione».