Rendere più curati e accoglienti i principali punti di ingresso di Civita Castellana è l’obiettivo del piano approvato dall’amministrazione comunale. Il provvedimento riguarda la gestione, la tutela e la manutenzione delle sei porte di accesso individuate dall’ente: via San Salvatore, via Nepesina, via Falerina, via Corchiano e le aree periferiche di località Sassacci e località Borghetto.
L’iniziativa, formalizzata con una delibera di giunta e una successiva determinazione tecnica, prevede interventi sulla vegetazione, la pulizia ordinaria, la cura del verde orizzontale e verticale e il rinnovo degli arredi urbani. Per realizzare queste attività il Comune intende ricorrere ai patti di collaborazione, accordi della durata di cinque anni, rinnovabili, aperti a cittadini attivi, associazioni, commercianti ed enti del terzo settore.
Le modalità per presentare i progetti
Le proposte dovranno essere valutate dall’area tecnica del municipio. Il termine fissato per la presentazione è il 31 agosto alle ore 12. Le candidature potranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata oppure consegnate a mano all’ufficio protocollo di piazza Matteotti.
La procedura ha però provocato la reazione della minoranza consiliare. I consiglieri Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella hanno espresso perplessità sulle modalità dell’avviso, sostenendo che non sarebbero state rispettate le linee guida previste dal regolamento comunale sui beni comuni.
La contestazione dell’opposizione
Il punto principale della critica riguarda la durata della finestra concessa per presentare i progetti. Secondo i rappresentanti della minoranza, gli undici giorni disponibili non garantirebbero una partecipazione sufficientemente ampia e consapevole da parte dei soggetti interessati. I consiglieri hanno sollevato dubbi anche sui principi di trasparenza, pubblicità e parità di accesso alla procedura.
La minoranza precisa di non contestare l’obiettivo della valorizzazione degli ingressi cittadini, considerato condivisibile, ma il metodo seguito dall’amministrazione. I consiglieri ricordano che il regolamento sull’amministrazione condivisa era stato introdotto nel mandato precedente anche con il loro sostegno, con l’intento di favorire la cittadinanza attiva. Da qui la richiesta di applicare le regole in modo uniforme e non soltanto quando risultano funzionali all’ente.
Per queste ragioni, Parroccini, Coletta e La Bella hanno annunciato il deposito di una istanza di annullamento in autotutela dell’avviso pubblico. L’iniziativa dovrebbe contestare le presunte violazioni procedurali e chiedere l’azzeramento della misura, così da riaprire il percorso con condizioni ritenute più equilibrate per tutti i potenziali partecipanti.