La questione delle barriere architettoniche nelle case popolari è tornata al centro del dibattito con il caso di una disabile anziana che vive al terzo piano di un edificio Ater privo di ascensore.
Attraverso il suo sportello sociale, il sindacato dei pensionati Spi Cgil ha denunciato la situazione di F.G., che da anni attende l’installazione di un ascensore o di un montascale, strumenti essenziali per garantire la sua autonomia. Ogni tentativo di richiedere tali ausili è stato finora vano, lasciando l’anziana in uno stato di isolamento che limita drammaticamente la sua libertà di movimento.
Situzione senza soluzioni
La signora ha anche fatto richieste per un dispositivo per il riarmo automatico del contatore elettrico, situato ai piani inferiori, per non dover dipendere da altri ogni volta che si verifica un’interruzione dell’energia elettrica.
L’Ater ha fornito un aggiornamento sulla pratica, indicando che, pur essendo stata avviata una procedura per la creazione di una graduatoria per l’abbattimento delle barriere architettoniche, le risorse disponibili non sono sufficienti a coprire tutti gli interventi necessari. Risorse adeguate e tempi certi per gli interventi vengono ora richiesti dagli attori coinvolti.
Richiesta di risposte ferme
La segretaria generale dello Spi Cgil per il territorio, Cinzia Vincenti, ha espresso la necessità di ottenere risposte rapide e definite. Secondo la sindacalista, i diritti fondamentali, specialmente per le persone più vulnerabili, devono essere garantiti senza ulteriori rinvii.
Recentemente, l’Ater e il Comune hanno manifestato una disponibilità a collaborare per risolvere la situazione. Tuttavia, solo il tempo dirà se questi impegni concreti si tradurranno in azioni efficaci per la signora e per altri residenti in condizioni simili.
Il sindacato ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione, ribadendo che avere una casa non basta se non è accessibile. L’accessibilità deve diventare una priorità per le istituzioni, affinché tutti possano vivere in sicurezza e autonomia.