Ieri sabato 4 luglio sono partite ufficialmente i saldi estivi, un appuntamento tradizionalmente cerchiato in rosso sul calendario dello shopping, ma che da tempo porta con sé una scia di profonde riflessioni e malumori da parte del commercio di vicinato.
Saldi, Maria Luisa Coppa (Ascom): «Servono regole… uguali per tutti»
La data di inizio così anticipata, infatti, viene percepita da molti più come un cortocircuito economico per le attività tradizionali. Ne abbiamo parlato con Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, che analizza una criticità ormai cronica e strutturale: «I saldi sono un grosso problema perché, arrivando così in anticipo sulla stagione reale, disturbano e danneggiano le vendite regolari – spiega la presidente – Far partire gli sconti a inizio luglio, quando l’estate è appena cominciata, svuota il significato originale del saldo, nato storicamente come svuotamento di fine stagione. Quello della partenza anticipata è un tema complesso che Ascom cerca di affrontare da diversi anni, scontrandosi con dinamiche difficili da scardinare. In primo luogo, c’è il nodo cruciale del coordinamento territoriale: il problema sta nell’accordo tra le Regioni: è chiaro che se Milano parte il 5, Torino non può permettersi di partire il 15. Già questo è un distinguo non da poco» sottolinea Coppa, evidenziando una concorrenza che costringe a una rincorsa al ribasso tra territori vicini. «Ma c’è un altro aspetto, ancora più penalizzante, legato alla specificità geografica e turistica del Piemonte. Se una grande città come Torino risponde a certe regole, le vallate vivono una realtà completamente diversa e opposta. Noi parliamo di Torino, ma ad esempio abbiamo le vallate olimpiche: È proprio a luglio che i commercianti iniziano a vedere i primi flussi di turisti, esattamente come accade per la stagione invernale e quindi vanno in saldo» prosegue Coppa.
Quindi come rimediare? Dice Coppa: «Prima di tutto con un accordo fra le regioni. MA anche se lo troviamo difficilmente riusciamo a fermare il commercio digitale che parte con i saldi ancora prima del 5 di luglio. Facciamo anche a Torino ‘esempio della Rinascente che disturba molto. Fa tutte le promozioni e i saldi che vuole in anticipo. Quindi l’unica soluzione che deve essere ricercate è regole uguali per tutti». Conclude: « Altrimenti se noi ci diamo delle regole di posticipare i saldi e non lo facciamo tutti, va a finire che paghiamo un prezzo troppo alto. Questo è il vero problema se si decide di farli partire il 20 devono farlo tutti. Stesso mercato stesse regole. Ma nessuno tocca i big, Quindi non bisogna chiedere cose di petto ma di cervello perché altrimenti a guadagnare è il commercio digitale».