Ceriana è ancora sconvolta dalla morte di Mary Hopkins, conosciuta in famiglia come “Piccola Mary“. La donna, 54 anni, insegnante di matematica statunitense, è stata assassinata venerdì scorso nella sua casa in mezzo al bosco di strada Mainardo. In carcere il compagno Becken Olivieri, 51 anni, che ha confessato l’omicidio ai Carabinieri di Sanremo. La famiglia di Mary la ricorda con un messaggio diffuso da Alberto Bellotti, il legale che la rappresenterà al processo.
Il ricordo di Mary Hopkins: i successi accademici, l’impegno umanitario, l’amore per gli anziani genitori
Sorella e cognato – proprietari di una casa nel piccolo borgo di Armo, alle spalle di Imperia – hanno speso toccanti parole per Mary. Hanno ripercorso diversi aspetti della vita della donna: il tenero amore per il papà Larry e la mamma Francine, la vicinanza alle persone emarginate, il suo impegno umanitario e i risultati accademici. Mary è stata la prima donna afrodiscendente a conseguire un dottorato in matematica alla Florida Atlantic University di Boca Raton.
«È con profondo dolore – scrive la famiglia – che annunciamo la scomparsa di Mary E. Hopkins, affettuosamente conosciuta in famiglia come “Piccola Mary”. Mentre piangiamo questa perdita inimmaginabile, celebriamo anche la sua storia e i suoi straordinari successi. Il suo spirito tranquillo, la sua natura riflessiva, la sua genuina gentilezza e la sua bussola morale orientata alla giustizia per le comunità emarginate hanno lasciato un’impronta indelebile in chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla. Le azioni di Mary erano radicate nel carattere coltivato dai suoi amorevoli genitori, Larry e Francine. Questi insegnamenti le hanno instillato un profondo amore e una devozione per suo padre, di cui si è presa cura con amore, donandogli grande gioia durante la sua malattia. Trovava gioia in tutte le creature di Dio, dalla bellezza della natura al conforto e alla compagnia dei suoi cani».
«Mary incarnava i sacrifici compiuti dai suoi antenati per garantire che l’eccellenza afroamericana continuasse a crescere di generazione in generazione. Eppure ha superato persino queste aspettative, grazie a una straordinaria sete di conoscenza e di studio. È stata la prima donna nera a conseguire un dottorato in matematica presso la Florida Atlantic University, un traguardo storico che rifletteva non solo le sei eccezionali capacità accademiche, ma anche la sua perseveranza, umiltà e incrollabile dedizione all’eccellenza. Non si è limitata a infrangere le barriere, ma ha ampliato i limiti di ciò che gli altri credevano possibile e ha aperto la strada a coloro che l’avrebbero seguita».
«Possiamo onorare Mary assicurandoci che la sua storia venga ricordata per le generazioni a venire, ispirando gli altri sia con la sua brillantezza accademica che con la sua compassione umanitaria. Soprattutto, continueremo a celebrare il soffitto di cristallo che ha infranto, a ricordare il calore del suo sorriso, la dolcezza del suo cuore e l’amore che ha donato così liberamente. Sebbene non sia più fisicamente con noi, il suo spirito vivrà per sempre nella nostra famiglia, nelle innumerevoli vite che ha toccato e nell’eredità duratura che ci lascia».
«L’eredità di Mary continuerà a ispirare la nostra famiglia e a essere un catalizzatore per le generazioni a venire. Possa riposare in pace eterna e possa Dio avvolgere la nostra famiglia con il Suo conforto, la Sua forza e il Suo amore incrollabile, mentre custodiamo per sempre il ricordo di Mary nei nostri cuori.»
«La vita – concludono citando il saggista Tony Robbins – è un dono e ci offre il privilegio, l’opportunità e la responsabilità di restituire qualcosa diventando persone migliori».
Le indagini
Nel frattempo, continuano le indagini, coordinate dal PM Francesco Monaco e condotte dai militari dei Carabinieri, per ricostruire con esattezza quanto accaduto la drammatica notte di venerdì 26 luglio. Becken Olivieri, in stato di choc, avrebbe confessato il delitto, ma non il movente.

Restano dei punti oscuri anche dopo il lungo interrogatorio condotto dalla gip Anna Bonsignorio martedì 30, all’ospedale di Imperia, dove Becken era stato trasferito dal Carcere di Valle Armea per via del profondo stato di turbamento in cui versava.

L’uomo ha parlato di un litigio quale motivo scatenante di quello che lui stesso ha definito un «raptus», senza riuscire però a specificare che tipo di tensioni animavano la coppia.