Piemonte

Teatro, yoga e natura al rifugio Jervis a 2.250 metri

Il collettivo Effe propone due giornate tra performance, musica e pratiche corporee ai piedi delle Levanne.

Con le montagne piemontesi come palcoscenico, il teatro arriva a 2.250 metri, ai piedi delle Levanne. Sabato 22 e domenica 23 agosto il rifugio Jervis, nell’alta Valle Orco, ospiterà Corpi in quota, un programma di teatro, musica e pratiche corporee ideato dal collettivo torinese Effe con il contributo del Parco Nazionale Gran Paradiso.

La montagna diventa scena

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere in relazione il corpo e l’ambiente, superando il modello dello spazio teatrale tradizionale. Rocce, vento e sentieri diventano parte della scenografia e contribuiscono alla costruzione dell’esperienza, senza una sala delimitata né un allestimento convenzionale. Per il collettivo, portare l’arte in luoghi non abituali significa anche favorire il dialogo con i territori e raggiungere un pubblico diverso.

Al centro del programma ci sarà 20MINUTI, spettacolo di Anna Demichelis in calendario sabato e domenica alle 14.30. La rappresentazione racconta l’avventura di tre ragazze quindicenni che affrontano per la prima volta la montagna senza adulti. Guadi, rocce e ostacoli del percorso diventano il parallelo delle paure, delle difficoltà e delle scoperte legate all’adolescenza.

Performance, suoni e pratiche corporee

Sabato alle 16 è previsto Tutto respira, un appuntamento che unirà una pratica di yoga, condotta da Giulia Odetto, alla performance sonora di Lorenzo Abattoir. L’azione sarà costruita sui suoni, sulle vibrazioni e sui ronzii degli impollinatori, con l’intento di proporre un’esperienza di ascolto e di relazione tra il mondo umano e quello non umano.

Il programma proseguirà domenica dalle 9 alle 10 con una nuova sessione di yoga, seguita da un percorso sensoriale dedicato al rapporto tra il corpo umano e la roccia. L’esperienza sarà documentata dalla fotografa Francesca Botta. Il pubblico non sarà considerato soltanto come spettatore, ma come presenza coinvolta in un contesto condiviso, dove l’ambiente contribuisce allo svolgimento delle attività.

La scelta del rifugio Jervis è maturata dall’incontro tra la conoscenza dell’area da parte di Demichelis e la ricerca, da parte del territorio del Gran Paradiso, di iniziative capaci di animare la zona. Il progetto mette così in relazione una compagnia artistica, un rifugio e un contesto naturale, lasciando che anche gli elementi esterni, compreso il meteo, incidano sull’esperienza. Gli organizzatori hanno segnalato che le previsioni non erano favorevoli e che eventuali aggiornamenti sarebbero stati comunicati passo dopo passo.