Cassina De' Pecchi (MI)

Il Festival della Martesana: alla scoperta del territorio e delle sue eccellenze

Due giorni tra storia, mobilità green e il sogno dei Navigli navigabili: la Martesana si racconta e si mette in vetrina

Il Festival della Martesana: alla scoperta del territorio e delle sue eccellenze

Il Casale di Cassina de’ Pecchi ha fatto da cornice, nel weekend del 4 e 5 luglio 2026, alla seconda edizione del Festival della Martesana. Un appuntamento fortemente simbolico, in quanto la prima edizione si era tenuta a Milano per istituzionalizzare il percorso mentre questa tappa rappresenta il vero debutto del festival nel cuore del suo territorio.
Organizzato da Ecomuseo Martesana e ideato da Francesco Mauri, l’evento è guidato da una visione chiara: spingere i cittadini a conoscere e amare queste terre per poterle proteggere e curare.

L’inaugurazione e il traguardo dei 10 anni

L’apertura ufficiale ha visto la partecipazione della sindaca Elisa Balconi, e degli assessori Cesare Beccaria, Lucia Marino e Fabio Varisco. Ha dichiarato la sindaca Balconi:

Grazie per aver scelto Cassina per questa edizione, la prima vera sul territorio. Un festival che porta qui le nostre eccellenze. Siamo nel cuore della Martesana e siamo felici che questo viaggio sia partito da noi.

Il presidente dell’Ecomuseo, Benigno Calvi, ha ricordato un anniversario speciale, il 10° compleanno dell’istituzione, nata il 6 maggio 2016 grazie all’intuizione dello stesso Calvi, di Edo Bricchetti e di Carlo Cella (presidente per 9 anni) con l’obiettivo di fare rete tra enti pubblici, società civile, scuole, aziende e cittadini per riscoprire e valorizzare le attrattività del territorio.
Presente anche Simone Locatelli, presidente del Municipio 2 di Milano, per un ideale passaggio di consegne:

Complimenti per il luogo e per l’altissimo numero di espositori. Milano deve fare un passo avanti per valorizzare le bellezze del Naviglio: siamo qui per collaborare con tanti sindaci e territori validi.

Dai balli del ‘400 al gioco digitale “MarteLab”

Il festival ha saputo coniugare approfondimento e intrattenimento. I visitatori sono stati proiettati nel passato grazie all’associazione La Contraddanza di Rodano, che in abiti d’epoca hanno fatto rivivere le coreografie di corte dal 1400 (ispirate ai maestri Guglielmo Ebreo da Pesaro e Cesare Negri). Spazio anche alla modernità con MarteLab, una caccia al tesoro digitale a premi basata su Qr code che ha visto trionfare, tra gli altri, i cittadini Emanuele Mauri, Antonella Micci e Lisa Marina Zucchetti.
Il pomeriggio è stato poi animato dalle bancarelle di produttori locali (come le birre del Birrificio Martesana, i formaggi e le carni di Cascina Garibaldi) e dalle associazioni attive nel sociale come La Speranza, Rete Antimafie Martesana, le Pro loco e nell’ambiente come il progetto Orto Controcultura impegnato nella riforestazione e nella cura del verde comune e Plastic Free.

Esperienze e turismo lento: i cammini e la mobilità green

Molta partecipati anche i talk durante i quali si è fatto il punto sui nuovi trend del turismo: le persone oggi cercano esperienze profonde, legate alla storia del territorio. In quest’ottica sono stati presentati i cammini storici e religiosi dell’area, come la Via di Sant’Alessandro, il Cammino di San Giovanni e le suggestive camminate notturne e le ciclovie che attirano ogni giorno un altissimo flusso di cicloturisti dal nord Europa. Sul fronte della mobilità, l’associazione Pedala Martesana ha celebrato la recente elezione all’interno della rete per la mobilità green Ribe, un’opportunità per intercettare bandi europei e migliorare la sicurezza delle strade .

Il grande dibattito: riaprire la navigazione sul Naviglio

Uno dei momenti centrali è stato il dibattito che ha toccato il futuro strutturale delle acque. Rappresentanti dell’Ecomuseo e con la moderazione di Giovanna Brunitto hanno sollevato una questione storica: l’interruzione politica di 8 chilometri del canale che, di fatto, ha spezzato un intero sistema navigabile lombardo composto in totale da 150 km di canali. “Come aver tolto una navata al Duomo di Milano”, è stata la forte provocazione lanciata dal palco da Edo Bricchetti.

Mentre l’utilizzo agricolo resta prioritario e garantito dagli agricoltori, l’Ecomuseo spinge per una navigazione “soft” (senza motori termici per non danneggiare le sponde). Un’idea che l’Europa appoggia con fervore ma che sbatte contro i rallentamenti della politica regionale, la quale ha demandato la questione alla Città Metropolitana. Riaprire il Naviglio significherebbe avere sentinelle ecologiche attive, poli sportivi e benefici microclimatici per le comunità.

Inoltre, è stato lanciato un appello per salvare il Ponte di Paderno: il comitato locale e l’associazione Occhio al Ponte si stanno mobilitando contro l’ipotesi di affiancarvi una struttura in cemento armato, promuovendo invece la candidatura del ponte storico ai Luoghi del Cuore del Fai.

Le discussioni non sono terminate, i temi affrontati non hanno mancato di passare dal buon cibo dalla sostenibilità ambientale e dall’architettura della Martesana con approfondimenti dedicati a Cassina di Pecchi. Il tutto circondato da giochi per i più piccoli e affascinanti proiezioni con musica e buon cibo hanno allietato la serata fino a tardi mentre la domenica è stata l’occasione per celebrare i 10 anni di Ecomuseo Martesana con una grande cena.