Lombardia

Florovivaismo, Lombardia leader con quasi 4.900 imprese

Il comparto nazionale registra +11,8% di attività e +13,6% di addetti, con il Mantovano tra i poli europei.

Il florovivaismo italiano continua a crescere e la Lombardia si conferma il principale polo nazionale per numero di attività e occupati. Secondo l’analisi realizzata da Myplant & Garden, tra il 2024 e il 2025 le imprese della filiera sono aumentate dell’11,8%, mentre gli addetti hanno registrato un incremento del 13,6%. Nel complesso, il comparto conta circa 38mila imprese e oltre 84mila lavoratori.

In Lombardia sono attive quasi 4.900 aziende, con più di 10.700 occupati. A commentare i dati è stato Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, secondo cui la crescita del settore riflette una domanda destinata ad aumentare in Italia e sui mercati internazionali. Tra i fattori indicati figurano la riforestazione, lo sviluppo del verde urbano e la necessità di rendere i territori più vivibili e resilienti rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il distretto mantovano

Nel quadro regionale, un ruolo centrale è attribuito al distretto di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano, specializzato nella produzione di piante e alberi di alto fusto. Beduschi lo ha indicato come uno dei riferimenti più importanti in Europa per la qualità di piante e arbusti. Una vocazione diversa da quella di altri distretti italiani: la Liguria è storicamente legata soprattutto alla floricoltura e ai fiori recisi, mentre il territorio mantovano si è concentrato sulle produzioni destinate alla riforestazione, al verde urbano e alla riqualificazione degli spazi pubblici.

Per l’assessore, la specializzazione produttiva può sostenere anche la competitività internazionale della filiera. Le imprese lombarde dispongono, secondo la valutazione espressa dalla Regione, di competenze e produzioni richieste oltre i confini nazionali. L’internazionalizzazione viene quindi considerata una possibile leva per rafforzare il comparto e sostenere nuova occupazione in un mercato globale sempre più competitivo.

Rischi climatici e fitopatie

Accanto alle prospettive di sviluppo restano però fragilità significative. Il florovivaismo è particolarmente esposto agli eventi climatici estremi, che possono compromettere coltivazioni e vivai. Lo stesso Beduschi ha ricordato i danni provocati poche settimane fa da un violento evento atmosferico a Canneto sull’Oglio. La perdita di una pianta cresciuta in vivaio, ha spiegato, non può essere recuperata semplicemente nella stagione successiva, perché i tempi produttivi sono più lunghi.

Regione Lombardia sta lavorando con il Governo sulla gestione del rischio e sull’assicurabilità delle produzioni. Un ulteriore fronte riguarda le fitopatie, a partire dalla Popillia japonica, contro la quale sono previsti monitoraggio, cattura e contenimento nell’ambito della lotta integrata. L’obiettivo indicato è proteggere la sanità delle produzioni senza rendere la presenza delle malattie un ostacolo insostenibile alla commercializzazione e all’export. Per questo, secondo Beduschi, sarà necessario coordinare gli interventi tra istituzioni nazionali ed europee, anche alla luce dell’espansione progressiva di alcune patologie in diversi territori del continente.