Il 16 agosto, a Bra e nelle comunità salesiane di tutto il mondo, si ricorda la nascita di san Giovanni Bosco. Giovannino Bosco nacque 211 anni fa a Castelnuovo d’Asti, oggi Castelnuovo don Bosco. Morì a Torino il 31 gennaio 1888 e fu proclamato santo nel 1934. La sua esperienza continua a essere il riferimento di un’opera educativa rivolta soprattutto a ragazzi, adolescenti e famiglie.
Nel periodo di Ferragosto, la famiglia dei Salesiani mantiene aperti i propri spazi per accogliere anche chi cerca un momento di pausa, riflessione e confronto. A Bra questo compito si lega all’attività dell’Istituto San Domenico Savio, della scuola, del Centro e dell’oratorio, realtà sostenute dalla comunità salesiana e dalla devozione a Maria Ausiliatrice.
Il bilancio dei quattro anni a Bra
A raccontare il significato di questa esperienza è don Riccardo Frigerio, che ha trascorso quattro anni accanto alle centinaia di ragazze e ragazzi che frequentano l’Opera. Il sacerdote ha descritto il periodo come una fase intensa, segnata dal coinvolgimento di molte persone e dalla collaborazione tra salesiani, docenti, formatori, educatori, animatori, Salesiani Cooperatori e famiglie.
Frigerio ha spiegato di poter affrontare il nuovo incarico con la convinzione che la Casa salesiana sia solida e sostenuta dall’impegno concreto della comunità. Al suo arrivo conosceva poco la città, ma nel tempo ha imparato a riconoscere la vitalità delle attività, delle celebrazioni e delle iniziative organizzate a favore dei giovani. Nel passaggio di responsabilità, ha ricevuto il testimone da don Alessandro Borsello e lo ha ora consegnato a don Bartolo Pirra.
Tra i ricordi più significativi ci sono i saluti quotidiani al cancello, all’ingresso o all’uscita, rivolti ai ragazzi diretti a scuola o in oratorio. Per il sacerdote, quella soglia rappresenta l’accesso a un ambiente pensato per accompagnare la crescita, offrendo attenzione e ascolto anche nei momenti più difficili. Il cortile e gli spazi dell’Opera sono stati vissuti come una casa in cui crescere e aiutare altri a crescere, anche attraverso il confronto tra opinioni diverse.
Feste, scuola e nuovo incarico
Nel bilancio trovano posto le feste salesiane, preparate con la partecipazione di numerose persone, e i momenti di preghiera del mese di maggio, con il rosario in cortile. Sul fronte scolastico, Frigerio ha ricordato i cambiamenti nella presidenza e le iniziative di scambio legate al programma Erasmus. Non sono mancati passaggi complessi, tra incomprensioni personali, problemi di salute e lutti, come la scomparsa improvvisa del signor Cagnoli.
Il sacerdote ha parlato anche del rimpianto per l’interruzione anticipata del mandato di direttore, che ha lasciato incompiute alcune attività ancora da programmare. Il trasferimento è stato tuttavia accolto in spirito di obbedienza: Frigerio presterà servizio alla Casa madre di Valdocco, luogo legato alle origini della missione salesiana.
Nel rivolgere un augurio a Bra, don Riccardo ha indicato la necessità di preservare una convivenza serena, integrare persone provenienti da realtà culturali e geografiche diverse e favorire il dialogo tra generazioni, con particolare attenzione agli adolescenti e ai giovani. Per sé ha espresso il desiderio di continuare a vivere la vocazione salesiana, anche in un ruolo più legato al lavoro d’ufficio che alla presenza in cortile, mantenendo al centro il bene delle nuove generazioni.