di Nicola Magni
Classe 1993, originario di Bonate Sopra, Beppe Motta è oggi uno dei content creator più conosciuti e seguiti del territorio bergamasco. Partito quasi per gioco con video dedicati ai modi di dire e alle abitudini dei bergamaschi, in pochi mesi Motta ha costruito una community fatta di migliaia di persone e milioni di visualizzazioni, trasformando una passione in un’attività professionale.
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Galeotto fu un video: «Lavoravo in fabbrica e avevo visto un filmato di una influencer colombiana. Ho pensato di adattare lo stesso format in chiave bergamasca, con i nostri detti e particolarità che ci caratterizzano». Buona la prima, perché senza aspettative il video riscosse subito un grande successo: «Ho raggiunto circa trecentomila persone. Lì ho capito che poteva nascere qualcosa di interessante».
Da quel momento, Motta ha iniziato a costruire un suo storytelling con costanza e creatività, caratteristiche cardine della sua persona e del suo lavoro. La svolta è arrivata con la nascita di una nuova rubrica dedicata alle attività del territorio, utilizzando sempre il dialetto bergamasco come elemento distintivo: «Ho visto un distributore automatico di salumi e mi sono detto: a che laùr! Nel nostro dialetto viene utilizzato per indicare con stupore un lavoro ben fatto». Da una semplice espressione di uso comune, Beppe ha l’intuizione di trasformarla nella sua cifra. Unisce le tre parole in una sola, come se fosse un hashtag, e nasce Achelaur: «Ho deciso di farla diventare un nuovo format».
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Il primo video a un’attività locale ottiene risultati importanti e da lì iniziano ad arrivare richieste da parte di imprenditori, commercianti e ristoranti interessati a raccontarsi attraverso i suoi canali.
Parallelamente alla nascita del progetto, nasce anche (…)