Nazionale

Uno bianca: nuova pista su un carabiniere che nel 1991 pedinò un testimone

Uno bianca: nuova pista su un carabiniere che nel 1991 pedinò un testimone

Spunta una nuova pista investigativa sul duplice omicidio nell'armeria di via Volturno – quando nel negozio furono uccisi Pietro Capolungo e Licia Ansaloni – commesso dalla Banda della Uno Bianca nel gennaio 1991. Un testimone, infatti, ha raccontato ai legali dei familiari delle vittime, Alessandro Gamberini e Luca Moser, che nei giorni successivi al delitto sarebbero stati effettuati pedinamenti non autorizzati da parte di un carabiniere, ora in pensione. Sempre nell'ambito delle nuove indagini sulla Banda, emerge inoltre che questo carabiniere potrebbe essere la stessa persona coinvolta in un'altra vicenda, in corso di verifica e legata ad un possibile ufficio dei Servizi che si trovava, all'epoca, nella zona di via Lame. Questa persona è stata anche ritratta in un identikit che è agli atti. Un altro testimone, ex agente di polizia, sentito più volte dai magistrati, avrebbe raccontato di essere stato accompagnato da Roberto Savi ad un appuntamento proprio in quella zona di Bologna. All'epoca infatti, era il 1990, l'ex agente di polizia, che un paio di anni fa si rivolse ai due legali dei familiari, fu avvicinato da Savi che aveva saputo che era disponibile ad arruolarsi nella Legione Straniera. Il 'corto' gli disse che poteva presentargli una persona che lo avrebbe reclutato. Lo stesso Savi nel 1996 fece riferimento a indirizzi in via Lame legati ai Servizi. I giornalisti andarono a verificare e trovarono sui campanelli nomi di società di copertura del Sisde, tra cui la Gattel srl. In una delle loro istanze, i due avvocati chiedono quindi di "??certare chi fossero gli agenti operativi che circuitavano nella Gattel srl nel periodo 1989-1994.