Una lite tra due famiglie per l’utilizzo di una giostrina è degenerata in un’aggressione a calci e pugni e anche colpi di coltello. E’ successo domenica nel giardino “Giancarlo Susini” di via Zaccherini Alvisi, a Bologna. A fare le spese del pestaggio è stato un cittadino pakistano di 49 anni, ma anche la figlia undicenne intervenuta per difenderlo è rimasta ferita. L’aggressore è un 31enne cittadino tunisino, che tra l’altro si sarebbe dovuto trovare ai domiciliari. L’uomo è stato denunciato dalla Polizia per lesioni personali aggravate ed evasione: l’autorità giudiziaria ha poi disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con la detenzione in carcere. Secondo quanto ricostruito, la discussione sarebbe nata tra due famiglie per l’utilizzo da parte dei figli di una delle giostre del giardino. Una donna avrebbe rivolto al 49enne gravi insulti a sfondo razzista, poi ha chiamato al telefono il marito, il 31enne tunisino, che poco dopo ha raggiunto il parco armato di un coltello. Dopo una serie di minacce di morte, ha colpito il pakistano con calci e pugni e anche con un fendente. Nell’aggressione è rimasta coinvolta anche la figlia undicenne della vittima, intervenuta in sua difesa e spinta a terra mentre cercava di filmare quanto stava accadendo. Padre e figlia sono stati trasportati al pronto soccorso del Sant’Orsola, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi rispettivamente di sette e due giorni. Gli agenti del Commissariato Bolognina-Pontevecchio hanno rapidamente identificato il 31enne, poi riconosciuto anche dalla vittima. L’uomo si trovava agli arresti domiciliari con autorizzazione ad allontanarsi solo in determinate fasce orarie, ma l’aggressione è avvenuta in un orario incompatibile con queste prescrizioni, per cui è scattata anche l’accusa di evasione.
Bologna (BO)
Lite per una giostrina degenera in aggressione razzista, ferita anche una bambina