Piemonte

Protesta per il futuro dei Giardini Zumaglini

Sara Novaretti raccoglie obiezioni su viabilità, parcheggi e passaggio di auto e furgoni nell’area storica.

Il progetto per i Giardini Zumaglini è tornato al centro del confronto pubblico. Nella mattinata del 24 agosto, dalle 9 fino al pomeriggio, la consigliera di Biella C’è Sara Novaretti ha incontrato cittadini e persone interessate per illustrare le ipotesi dell’esecutivo sul futuro del parco cittadino.

L’iniziativa si è svolta sotto i ciliegi, su una panchina del parco, con rendering e tavole progettuali a disposizione dei presenti. L’obiettivo era spiegare quale aspetto potrebbe assumere questo angolo della città e raccogliere osservazioni sulle conseguenze dell’intervento.

Le criticità sollevate

Nel corso della giornata, diversi cittadini si sono avvicinati alla consigliera per osservare i materiali e discutere dei punti più controversi. Al centro delle obiezioni sono stati indicati soprattutto parcheggi e viabilità, questioni già emerse nelle precedenti fasi del dibattito.

Secondo la posizione espressa da Novaretti, il progetto non rappresenterebbe soltanto lo spostamento del mercato nel centro cittadino, ma comporterebbe la trasformazione del parco in una vera e propria piazza mercatale. È questo, a suo avviso, l’aspetto che preoccupa maggiormente i residenti: la possibilità che in un’area storica possano transitare regolarmente auto e furgoni.

Il valore storico del parco

La consigliera ha richiamato anche la storia dei Giardini Zumaglini, che nel corso dell’anno raggiungono il traguardo dei 150 anni dalla loro realizzazione, risalente al 1876. Novaretti ha criticato l’assenza, tra le iniziative dell’amministrazione, di una celebrazione dedicata a questa ricorrenza, ricordando invece gli eventi organizzati per la biblioteca e per la città.

Tra le persone che hanno partecipato al confronto non c’erano soltanto cittadini e simpatizzanti. Novaretti ha riferito di aver parlato anche con professionisti, tra cui architetti e avvocati, interessati a valutare il progetto e le sue possibili ricadute. La richiesta emersa dagli incontri è quella di individuare un modo per fermare un intervento ritenuto dannoso per il parco e per la sua funzione originaria.