Bergamo (BG)

Monopattini sui marciapiedi di Bergamo e altri disagi: si scansi chi può! Ma ora c’è il giro di vite (forse)

Cresce l’insofferenza verso l’uso scriteriato di questi mezzi. Velocità ben superiori ai venti all’ora. Interrogazione in Consiglio comunale

Monopattini sui marciapiedi di Bergamo e altri disagi: si scansi chi può! Ma ora c’è il giro di vite (forse)

di Paolo Aresi

A chi non è capitato di uscire dal portone o dal cancello e di vedersi sfrecciare davanti, a pochi centimetri, un monopattino che correva sul marciapiedi? Si tratta di un’esperienza non frequente, ma comune, una di quelle che fanno nascere l’antipatia per un mezzo di locomozione che invece sarebbe perfetto per la città: piccolo, agile, svelto, ecologico.

Ma poi ci sono i maleducati che salgono e corrono, i pirati che modificano le capacità del mezzo e lo portano a velocità ben superiori ai venti all’ora

Le forze dell’ordine che cosa fanno? Riescono a intervenire, a punire chi calpesta le regole? Su questo tema ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale Cristina Laganà. La consigliera di Fratelli d’Italia parla di «anarchia dei monopattini elettrici e i mezzi truccati» e spiega: «Dobbiamo garantire l’incolumità dei cittadini, far rispettare le nuove regole del Codice della strada e porre fine alla pericolosa usanza dei monopattini elettrici manomessi. Per questa ragione ho presentato alla sindaca e alla Giunta di Bergamo una interrogazione».

L’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni ha risposto mercoledì 1 luglio con i dati della polizia locale a partire dallo scorso 16 maggio, data in cui sono entrate in vigore le nuove regole nazionali sulla “micro mobilità”, pensate proprio per arginare comportamenti illeciti ormai cronici come il transito sui marciapiedi, il trasporto abusivo di una seconda persona, l’inosservanza della segnaletica.

È già entrato in vigore l’obbligo della targa, dal 16 luglio è necessaria anche l’assicurazione per la responsabilità civile. Dal 16 maggio a oggi, ha scritto Angeloni, i controlli (…)

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