Da strutture legate alla vendita di giornali e riviste a nuovi punti per servizi, cultura, ristorazione e iniziative sociali. È il percorso avviato dal Comune di Torino per riutilizzare una parte dei chioschi ormai dismessi presenti sul territorio. La procedura, proposta dall’assessora al Bilancio, Controllo di gestione, Tributi e Società partecipate Gabriella Nardelli, ha riguardato inizialmente 31 manufatti, scelti tra i 334 censiti in città.
La procedura e i lotti senza offerte
Il bando è stato pubblicato nel febbraio 2026 e prevedeva l’assegnazione delle strutture sulla base della valutazione congiunta delle offerte tecniche ed economiche. Le proposte dovevano essere consegnate entro il 28 maggio, mentre l’apertura delle buste e l’attribuzione dei punteggi si sono svolte l’8 settembre 2026. Nel corso della procedura i lotti sono scesi a 30, dopo la revoca del chiosco di piazza San Carlo 217 per sopravvenute esigenze di carattere istituzionale.
La struttura collocata nel centro della piazza non sarà quindi assegnata a un operatore privato. La Città intende utilizzarla come presidio informativo stabile per la promozione del proprio brand e come spazio destinato anche a eventi istituzionali, attività culturali, iniziative turistiche ed economiche legate all’immagine del capoluogo piemontese.
Per otto chioschi non è invece arrivata alcuna offerta: si tratta delle strutture di corso Duca degli Abruzzi, corso IV Novembre, corso Francia, corso Umbria, piazza Risorgimento, largo Toscana, via Verolengo e corso Massimo d’Azeglio. Il consigliere Pierlucio Firrao, durante un’interpellanza in Sala Rossa, ha giudicato positivo l’interesse raccolto, chiedendo però di valutare una rimodulazione delle condizioni per rendere più appetibili i lotti rimasti senza concorrenti.
Energia, libri, arte e ristorazione
Tra le proposte in graduatoria, Ireti, società controllata da Iren, risulta prima in 13 lotti: via Onorato Vigliani, corso Orbassano, corso Racconigi, via Vandalino, corso Vittorio Emanuele, largo Lancia, corso Lecce, via Venaria, via dei Platani, via Nizza, piazza Hermada, via Spazzapan e corso Corsica. In questi casi i chioschi potrebbero essere trasformati in cabine elettriche o piccole stazioni secondarie, con una possibile funzione di supporto soprattutto durante eventuali interruzioni della fornitura.
Per il chiosco di corso Fiume 2 e per quello di via Carlo Alberto 45 è in testa la Società Editrice Allemandi, casa editrice indipendente attiva dal 1983 nei settori dei libri e dei periodici dedicati ad arte, architettura e cultura. Un progetto artistico è invece associato alla struttura di via Corte d’Appello 16, dove ha ottenuto il punteggio più alto la visual artist torinese Carola Demarchi.
Altri lotti hanno già un possibile gestore o una destinazione definita. Il chiosco di corso Brunelleschi è assegnato in graduatoria a Jonisa Reci, quello di piazza Risorgimento alla Cooperativa sociale PG Frassati di Produzione e Lavoro SCS Onlus, mentre Immo Partner è in testa per piazza Rivoli 6, dove non è prevista la somministrazione di alimenti e bevande. Per piazza Borromini 78/I, invece, cinque offerte hanno portato al primo posto Del Coffee Maker, realtà attiva negli aperitivi, nella mixology e nello specialty coffee.
Completano il quadro la Fondazione Torino Città per le Donne, prima per il chiosco di corso XI Febbraio 6, e PDN Srl, società torinese della ristorazione senza servizio al tavolo o da asporto, in testa per corso Bramante 82. La graduatoria dovrà ora tradursi nell’effettiva riapertura delle strutture. L’iniziativa aveva raccolto 636 manifestazioni di interesse già nel settembre 2025, quando il Comune aveva iniziato a raccogliere proposte sul possibile riutilizzo dei manufatti.