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Vanno in vacanza a Sharm e lasciano i 5 figli minori a casa (che finiscono in comunità)

A Trieste intervengono i servizi sociali. In casa anche quattro cani e undici gatti (anche loro trasferiti). I genitori postavano foto sui social come se niente fosse

Vanno in vacanza a Sharm e lasciano i 5 figli minori a casa (che finiscono in comunità)

Dalla famiglia nel bosco a quella… nel resort. Una vicenda incredibile viene da Trieste e riaccende il dibattito sulla responsabilità genitoriale: due genitori sono partiti per una vacanza a Sharm el-Sheikh, in Egitto, lasciando a casa da soli i loro cinque figli minorenni. Il caso, riportato dal quotidiano Il Piccolo, ha portato all’intervento immediato dei servizi sociali e delle autorità competenti.

L’allarme lanciato da una insegnante

A far emergere la situazione è stata un’insegnante, insospettita dai racconti di uno dei bambini. La segnalazione ai servizi sociali ha fatto scattare un sopralluogo con la polizia locale, che ha confermato una condizione di forte criticità all’interno dell’abitazione.

I cinque minori, di cui quattro frequentano la scuola primaria e uno un istituto superiore, sono stati trovati senza alcuna supervisione adulta. Una situazione considerata estremamente pericolosa, che ha portato all’attivazione immediata delle misure di protezione.

Trasferimento in comunità e controlli sanitari

Dopo l’intervento, i bambini sono stati inizialmente trasferiti all’Irccs materno infantile Burlo Garofolo per accertare le loro condizioni di salute. Successivamente, i servizi sociali hanno individuato una comunità idonea ad accoglierli, mantenendo il nucleo unito.

Parallelamente, è stata inviata un’informativa alla Procura dei minori, mentre i genitori sono stati informati di quanto stava accadendo. A loro è stata comunque garantita la possibilità di vedere i figli durante il periodo di permanenza in comunità.

La vacanza e i post sui social

Secondo quanto ricostruito, la coppia era partita per festeggiare il compleanno della madre, scegliendo una meta sul Mar Rosso. Nei giorni successivi, i due avrebbero anche pubblicato sui social immagini della vacanza, inconsapevoli – o incuranti – della situazione lasciata a casa.

Un elemento che ha ulteriormente aggravato la percezione pubblica del caso, evidenziando una forte discrepanza tra la realtà familiare e quella mostrata online.

Condizioni della casa e presenza di animali

Durante il sopralluogo, gli agenti hanno riscontrato condizioni igienico-sanitarie definite “spaventose”. Nell’abitazione erano presenti anche numerosi animali domestici: quattro cani e undici gatti.

Anche per loro il Comune ha predisposto il trasferimento in strutture adeguate, garantendo cure e sicurezza.

Denuncia e percorso genitoriale

I due genitori sono stati denunciati per abbandono di minori. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha avviato un percorso di sostegno alla genitorialità.

L’assessore alle Politiche sociali ha sottolineato che l’obiettivo resta il ricongiungimento familiare, ma solo quando saranno garantite condizioni adeguate per la sicurezza e il benessere dei minori.

Un caso che ricorda la “famiglia del bosco”

La vicenda di Trieste richiama, per certi aspetti, altri casi che hanno suscitato forte attenzione mediatica, come quello noto della “famiglia del bosco”. In entrambi gli episodi emerge un elemento comune: l’isolamento dei minori e la mancanza di un contesto educativo e protettivo adeguato.

Se nella “famiglia del bosco” la scelta era quella di vivere lontano dalla società, nel caso di Trieste si tratta invece di una grave omissione di responsabilità. Tuttavia, il risultato non cambia: bambini lasciati senza tutela, esposti a rischi concreti.

Sicurezza dei minori al centro

Il caso riporta al centro una questione fondamentale: la tutela dei minori. Le istituzioni ribadiscono che ogni situazione potenzialmente pericolosa deve essere segnalata e verificata, come avvenuto grazie all’attenzione dell’insegnante.

La priorità resta garantire ai bambini un ambiente sicuro, stabile e adeguato alla loro crescita. Solo dopo, eventualmente, si potrà lavorare per ricostruire il nucleo familiare.