Continuano le polemiche nel rione Vanchiglia dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
Vanchiglia, dopo lo sgombero di Askatasuna scoppia la polemica
Se a Capodanno sono stati feriti quattro Carabinieri dopo gli scontri fra antagonisti e Forze dell’Ordine, dalla Circoscrizione chiedono a Regione e Governo di pagare i danni subiti dai commercianti. La chiusura di corso Regina Margherita, nel tratto tra Rondò Rivella e via Vanchiglia, ha acceso la polemica nel quartiere.
La misura, entrata in vigore il 18 dicembre in seguito alle operazioni di sgombero dello spazio Askatasuna, ha comportato il blocco quasi totale della circolazione fino al 23 dicembre, con conseguenze rilevanti per commercianti e residenti.
Ma se da un lato il provvedimento ha avuto esigenze di sicurezza e ordine pubblico, dall’altro ha avuto un impatto economico molto pesante sulle attività commerciali della zona. Il periodo immediatamente precedente al Natale rappresenta uno dei momenti più importanti per il commercio di prossimità, e l’impossibilità di raggiungere agevolmente il quartiere ha scoraggiato clienti e visitatori.
Le associazioni dei commercianti segnalano un drastico calo degli incassi, causato sia dalle difficoltà di accesso in automobile sia dalle modifiche ai percorsi del trasporto pubblico.
Per il presidente di Circoscrizione, Luca Deri, «La decisione di chiudere per alcuni giorni l’area ha creato danni economici importanti per tutti i commercianti del quartiere nel periodo migliore per gli acquisti. Come Circoscrizione chiediamo alla Regione ed al Governo di rimborsare i commercianti di Vanchiglia dei mancati incassi dal 18 dicembre fino a cessata emergenza».
Ma i problemi non finiscono qui. Avs e Sinistra Ecologista, attraverso Marco Grimaldi, vicecapogruppo Avs alla Camera, Alice Ravinale, consigliera regionale Avs, e i consiglieri comunali di Sinistra Ecologista Sara Diena ed Emanuele Busconi, pongono l’accento sul tema scuole chiuse in zona. «È inaccettabile che, per un’operazione di polizia, tre scuole pubbliche siano state chiuse senza preavviso, privando centinaia di bambine e bambini del diritto allo studio e di un momento importante della vita scolastica come le feste di fine anno».
Le scuole chiuse sono la Rodari, la Leone Fontana e Il Giardino delle fiabe. «Non possiamo accettare che il rientro in aula avvenga in un clima militarizzato, con bambini costretti a varcare cordoni di polizia come in un check point. Le scuole devono essere luoghi di serenità, non di paura».