Tre pappagalli verdi appollaiati sui rami di un albero, nel giardino di una casa di Osio Sotto, hanno acceso curiosità e stupore. La fotografia, pubblicata il 7 gennaio sul gruppo Facebook “Sei di Osio Sotto se…”, era accompagnata da una semplice domanda: «Sono di qualcuno?».
In breve tempo sono arrivati decine di commenti che hanno chiarito come non si trattasse di animali smarriti, bensì di parrocchetti dal collare, una colonia selvaggia che da tempo si sta diffondendo anche nel territorio bergamasco. «Anch’io li ho visti in via Don Giovanni Manzoni», scrive un utente, mentre un altro aggiunge: «Sei fortunata, io ne ho contati almeno dodici».
Quello che fino a pochi anni fa sarebbe stato un avvistamento eccezionale oggi è un fenomeno sempre più frequente. Le segnalazioni arrivano non solo dall’hinterland, ma anche dal capoluogo. Se la presenza dei parrocchetti dal collare è ormai consolidata in città come Roma o Barcellona, dove il clima mite ne favorisce la sopravvivenza, la loro comparsa a Bergamo rappresenta un chiaro segnale di come il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri naturali anche alle nostre latitudini.
Il fenomeno è seguito con attenzione grazie alla collaborazione tra Lipu, Gruppo ornitologico bergamasco e Museo Caffi. «In passato gli avvistamenti erano sporadici e limitati alla provincia. Oggi iniziamo a registrarli anche in ambito urbano. Si tratta di specie alloctone, derivate da fughe dalla cattività, che trovano condizioni sempre più favorevoli per stabilizzarsi», spiega Silvia Nembrini della Lipu di Bergamo.
Originario di Asia e Africa, il parrocchetto dal collare è uno dei pappagalli più diffusi in cattività. È intelligente, resistente e capace di adattarsi a temperature più rigide rispetto a molte altre specie tropicali. Proprio queste caratteristiche (…)