È partita dall’Italia una spedizione umanitaria di circa 20 tonnellate destinata all’Ucraina. Il materiale viaggerà a bordo di un unico TIR e, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, dovrebbe raggiungere il Paese entro una settimana. L’iniziativa è stata coordinata dai Ministri Volontari di Scientology insieme all’associazione socio-culturale Trees Car Club, a L’Isola che non c’è e ad altre realtà territoriali.
La raccolta ha coinvolto diverse associazioni e gruppi locali, impegnati nelle fasi di selezione, verifica e imballaggio dei beni. Nel mezzo sono stati caricati generi alimentari, presidi e apparecchiature mediche, dispositivi per l’igiene e prodotti destinati alla prima infanzia. Gli enti promotori spiegano che la composizione della spedizione è stata definita sulla base delle richieste ricevute dalle comunità ucraine.
Una base logistica a Bolekhiv
Per la gestione degli aiuti una volta oltreconfine è stata concordata una collaborazione con un’azienda italo-ucraina con sede a Bolekhiv. La struttura fungerà da punto di riferimento per l’arrivo del convoglio, lo scarico e lo smistamento dei materiali. Da qui sarà organizzata la distribuzione delle forniture nelle aree indicate dagli interlocutori locali come maggiormente bisognose.
Il piano prevede l’invio degli aiuti lungo quattro direttrici: Sumy, nell’area nord-orientale vicina al confine, la capitale Kiev, Shpola e Leopoli. La scelta delle destinazioni, riferiscono i promotori, è stata effettuata in relazione alle necessità segnalate dalle comunità presenti sul posto. Non sono stati invece resi noti il punto esatto di partenza del mezzo né dettagli più precisi sui tempi di transito.
Raccolta e distribuzione
La decisione di concentrare il materiale su un solo mezzo pesante è stata motivata dagli organizzatori con la volontà di semplificare la gestione del trasporto e le procedure di transito e sdoganamento. Il TIR farà riferimento alla base di Bolekhiv per le operazioni successive all’arrivo, prima della distribuzione nelle quattro aree individuate.
L’iniziativa è stata sostenuta da una rete composta da associazioni di volontariato e gruppi territoriali, che hanno contribuito alla raccolta dei beni e alla preparazione del carico. I promotori descrivono l’operazione come una collaborazione tra associazioni e soggetti privati in risposta a una situazione di emergenza. Non sono state fornite informazioni sui costi logistici della spedizione né sull’eventuale partecipazione di enti pubblici.