Un soggetto privato si sarebbe fatto avanti per assumere il ruolo di capofila nella ristrutturazione dello storico palazzo del Politeama di Carrara, in piazza Matteotti. L’ipotesi, ancora priva di una formalizzazione, potrebbe contribuire a superare l’impasse che da oltre dieci anni ostacola il recupero dell’edificio e del teatro ospitato al suo interno.
Secondo le ultime indiscrezioni emerse nell’ambito della trattativa avviata dall’amministrazione comunale, il privato sarebbe vicino a ricomporre le divisioni tra i proprietari dei diversi appartamenti. La maggior parte dei condomini sarebbe infatti disponibile a cedere le proprie quote al possibile capofila, che si farebbe carico della ristrutturazione dell’immobile. All’appello, secondo quanto trapela, mancherebbe soltanto il consenso di uno o due proprietari.
La soluzione allo studio
Il confronto riguarda una strategia già prospettata nei mesi scorsi dalla sindaca Serena Arrighi. Il Comune si era detto disponibile ad assumere la responsabilità del recupero del teatro, ma a precise condizioni: l’acquisizione della proprietà da parte di piazza 2 Giugno e l’impegno dei privati a finanziare e realizzare gli interventi necessari sul resto del palazzo.
La proposta nasce dalla situazione di difficoltà dello storico edificio, interessato da cedimenti che rendono necessario un intervento complessivo. Il progetto, tuttavia, è rimasto a lungo bloccato dalle divisioni interne al condominio e dalla conseguente impossibilità di raggiungere un accordo tra i proprietari delle unità immobiliari.
Un’intesa ancora da definire
Lo scenario che si sta delineando non rappresenta ancora un accordo concluso. I soggetti coinvolti starebbero continuando a confrontarsi per verificare la disponibilità di tutti i proprietari e definire le modalità dell’eventuale passaggio delle quote. Solo il completamento di questo percorso potrebbe consentire di trasformare l’ipotesi in un’operazione concreta.
Se l’intesa venisse raggiunta, si realizzerebbe la divisione dei compiti immaginata dall’amministrazione comunale: al Comune spetterebbe il recupero e la gestione del teatro, mentre il privato capofila assumerebbe l’onere della ristrutturazione del palazzo. Per ora, dunque, il progetto resta legato all’esito della trattativa condominiale, ma l’emergere di un possibile soggetto aggregatore potrebbe riaprire la strada alla soluzione del problema.