In tanti hanno partecipato all’iniziativa organizzata dal Comitato Bene Comune di Abbiategrasso : “Un minuto di silenzio per Ahmed” che si è svolta ieri sera domenica 19 aprile al parco di via Fusè di Abbiategrasso per ricordare Ahmed Elsharkawy a un anno dalla sua scomparsa, vittima di un atto di violenza che ha scosso tutta la comunità.
Lasciati dei ricordi
Le persone che hanno aderito alla veglia hanno lasciato dei ricordi proprio sotto i portici dove un anno fa il giovane egiziano, all’epoca 21enne, è stato accoltellato. Un’iniziativa per sensibilizzare tutta la città.
“È stato un momento importante per tutta la comunità di Abbiategrasso, che si è riunita prima al parchetto di via Fusè e poi nell’angolo dei portici delle case popolari in cui Ahmed ha perso la vita. Con un fiore, un lumino e dei post it su cui abbiamo scritto dediche, frasi e pensieri dedicati a lui, ci siamo raccolti un minuto di silenzio e in preghiere per ricordare una vittima di un atto violento. Un momento di dolore a un anno dalla sua morte, ma anche di speranza, per stare accanto alla famiglia e a decine di persone che vogliono dare nuova vita al luogo in cui una vita è stata spezzata” ha commentato Lorenzo Rotella presidente del Comitato Bene Comune insieme a Ahmed Elnhaif organizzatore dell’evento con il Comitato.
L’inchiesta
Per questa vicenda ci sono in carcere a Pavia 5 giovani ragazzi: tre fratelli residenti ad Abbiategrasso, il loro amico ventottenne e il quinto abbiatense arrestato all’inizio del 2026, con l’accusa di omicidio volontario aggravato in concorso.
Per i cinque imputati il Tribunale di Pavia ha accolto la richiesta di accedere al rito abbreviato. Altra questione sbloccata solo qualche giorno fa riguardava la salma di Ahmed sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Ora finalmente i suoi famigliari hanno ricevuto il nulla osta per procedere con la sepoltura.
Il giovane Ahmed dopo una violenta rissa è stato lasciato agonizzante a terra in una pozza di sangue sotto i portici della case popolari di Vià Fusè. Era la notte tra il 18 e 19 aprile 2025. Nonostante la disperata corsa in ambulanza all’ospedale di Legnano, il giovane egiziano è deceduto qualche ora dopo per i danni provocati dalle ferite con un arma da taglio, che avevano già coinvolto organi vitali.
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