Tuscia, 250 alloggi popolari verso il recupero entro il 2027

Il progetto interessa 191 immobili Ater e altre 60 abitazioni sostenute da fondi regionali, con cantieri attesi dal 2026.

Sono circa 250 gli alloggi popolari che il programma di recupero punta a rendere nuovamente disponibili tra Viterbo e i comuni della provincia. Gli appartamenti, oggi inutilizzabili per problemi strutturali, impiantistici o di manutenzione, saranno interessati da interventi finanziati attraverso il Piano Casa nazionale e i programmi della Regione Lazio. L’obiettivo indicato è arrivare alle prime assegnazioni entro l’estate del 2027.

Il piano è stato illustrato durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale del Lazio, e Giulio Zelli, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio. All’incontro erano presenti anche il presidente dell’Ater Diego Bacchiocchi e alcuni consiglieri comunali.

Gli interventi previsti

Il programma riguarda abitazioni già esistenti, molte delle quali realizzate negli anni Sessanta e Settanta e oggi non assegnabili. I lavori comprenderanno il ripristino degli impianti, la soluzione delle criticità strutturali e le opere di manutenzione necessarie a rendere gli appartamenti nuovamente abitabili. Nel territorio viterbese, il Piano Casa nazionale interessa 191 alloggi Ater: 70 si trovano nel capoluogo, mentre gli altri sono distribuiti nei comuni della provincia.

A questi interventi si aggiungono 60 abitazioni finanziate attraverso le misure regionali, per un totale di circa 250 unità. La spesa media stimata è di circa 20mila euro per appartamento, un importo inferiore alla media nazionale indicata in 30mila euro. L’intenzione è utilizzare le risorse disponibili per recuperare il maggior numero possibile di immobili e ridurre il patrimonio residenziale pubblico inutilizzato.

I primi bandi sono attesi tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2026. La tabella di marcia prevede il completamento dei lavori e le assegnazioni entro l’estate 2027, compatibilmente con lo svolgimento delle procedure amministrative e con l’andamento dei cantieri. Tra le ipotesi considerate figura anche la pre-assegnazione, per individuare in anticipo i beneficiari e ridurre il rischio di occupazioni abusive durante la fase di recupero.

Le risorse nazionali e regionali

Durante l’incontro è stato ricordato che il Piano Casa del Governo prevede, secondo quanto dichiarato da Rotelli, investimenti pari a 10 miliardi di euro in dieci anni, con interventi su oltre 100mila alloggi popolari. Il programma comprende anche iniziative di rigenerazione urbana e il coinvolgimento di operatori privati per la realizzazione di abitazioni a prezzi calmierati.

Una parte delle misure è rivolta alla cosiddetta fascia grigia, formata da persone e famiglie che non hanno redditi abbastanza bassi per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma che incontrano difficoltà nel sostenere i canoni di locazione o i prezzi di acquisto. L’obiettivo indicato è favorire immobili con valori inferiori di almeno il 33% rispetto alle medie di mercato.

Sabatini ha richiamato lo stanziamento regionale di 7 milioni di euro per il recupero degli alloggi nel Lazio, oltre un milione dei quali destinato alla Tuscia per i 60 appartamenti interessati. Tra le altre misure citate figurano 10 milioni per il sostegno agli affitti e più di 201 milioni destinati a favorire lo scorrimento delle graduatorie per gli alloggi degli studenti.

Sberna ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra politiche europee, nazionali e regionali, mentre Zelli ha evidenziato la necessità di integrare le nuove risorse con gli interventi già avviati e con i progetti finanziati dal Pnrr. Per la provincia di Viterbo, il recupero degli immobili esistenti consentirebbe di aumentare la disponibilità abitativa senza ricorrere necessariamente a nuove costruzioni. La fase decisiva sarà ora trasformare gli stanziamenti in cantieri e, successivamente, in abitazioni effettivamente assegnabili.