Lunedì scorso i membri della commissione mensa di Verano e alcune mamme hanno effettuato controlli durante l’ora di pranzo: capelli sono stati trovati nel piatto, ma erano quelli di un bambino che deliberatamente se li era staccati e messi nella pietanza, chiamando poi la maestra. Una “bravata” sulla quale si vuole approfondire.
L’ispezione
Capelli nel piatto della mensa, messi deliberatamente da un bambino della scuola. Una bravata, forse, che ha portato però ad ispezioni e a una serie di valutazioni. Lunedì scorso un gruppo della commissione mensa, insieme ad alcune mamme che hanno fatto la segnalazione, si è presentato alla primaria di via Manzoni, durante l’ora del pranzo, per controllare pietanze e condizioni in in cui veniva servito il pasto.
Da quanto emerge dopo l’ispezione, sembrerebbe che non tutti gli inservienti indossassero in modo corretto le cuffiette e i guanti – anche se quest’ultimi di fatto non sono obbligatori – ma soprattutto è stata nuovamente riscontrata la presenza di capelli nei piatti di tre alunni della classe quarta e della classe seconda. Ancor più grave però è quanto avvenuto poco dopo.
Capelli messi nel piatto
La presenza dei capelli infatti, da quanto risulta, sarebbe stata deliberatamente provocata da un alunno.
Dalla relazione finale, subito trasmessa a conclusione dell’ispezione, a tutti i genitori degli alunni della scuola primaria, risulta infatti che il gruppo di commissari abbia visto «con i propri occhi»- così si legge sul report – un bambino che si è staccato appositamente i capelli per posizionarli nel piatto e poi chiamare la maestra per fare la segnalazione. Si tratterebbe di un bambino di 4 D.
“Caso risolto”, ma disposti approfondimenti
«Risolto» dunque il caso, seppure da parte del sindaco Samuele Consonni, ci sia tutta la volontà ad andare a fondo della vicenda, poichè non era la prima volta che arrivavano segnalazioni al Comune della presenza di capelli nel piatto.
«Hanno partecipato all’ispezione di lunedì 2 febbraio i rappresentanti delle classi 3E, 4A e 4D, oltre ad i commissari e da quanto emerge dalla relazione inoltrata, subito dopo, a tutte le famiglie – ha spiegato Consonni – La cosa più grave emersa è che si tratta di gesti voluti. Tutto ciò è abbastanza preoccupante e necessita di approfondimenti e di un confronto con i genitori. E’ stata una bravata? Seppure lo sia stata, è necessario approfondire. La nostra responsabilità finisce nel momento in cui consegniamo il piatto ai bambini, poi spetta a chi fa assistenza controllare. Riguardo alle altre segnalazioni presenti nel report, solleciteremo Sodexo ad una maggiore attenzione sull’uso corretto della cuffietta, per quanto riguarda invece i guanti, non sono obbligatori, l’importante è lavarsi spesso le mani, non usare smalti e anelli».
Il sindaco vuole fare chiarezza con i genitori
Obiettivo dell’Amministrazione è quello di fare chiarezza sulla vicenda, cercando di capire anche i motivi che in più occasioni hanno spinto i bambini a staccarsi i capelli e metterli nel piatto.
«Proprio per tutelare tutti gli altri bambini che frequentano la mensa, le maestre e il personale che si occupa della somministrazione, intendiamo andare avanti, per capire meglio le ragioni di tali atteggiamenti. Prepareremo una comunicazione che andrà a tutti i genitori. Le classi coinvolte sono sempre le stesse, classi dove ci sono situazioni di insoluto che, in alcuni casi sfiorano i 2000 euro».