Al centro della protesta c’è il timore di una concorrenza ritenuta sleale con l’ingresso nel mercato europeo di prodotti che non rispetterebbero gli stessi standard ambientali, sanitari e qualitativi imposti alle produzioni locali. È scontro in maggioranza.
Il pavese Centinaio contro l’accordo Ue-Mercosur
Decine e decine di trattori hanno invaso ieri, venerdì 9 gennaio 2026, la città di Milano, paralizzando il traffico attorno alla Stazione Centrale e a piazza Duca d’Aosta. In prima linea anche il vice presidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio di Pavia.
Oltre un centinaio di mezzi arrivati da tutta Italia poco dopo mezzogiorno hanno raggiunto il capoluogo lombardo per protestare contro l’accordo commerciale tra Unione europea e Paesi dell’area Mercosur, un’organizzazione economica regionale sudamericana che ha sede a Montevideo in Uruguay.

Trattori in piazza a Milano
Il corteo agricolo, con bandiere tricolori al vento, clacson spiegati e balle di fieno scaricate sull’asfalto, si è poi spostato sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia. Qui gli agricoltori hanno dato voce a una protesta che non riguarda solo l’Italia, ma che nelle stesse ore si è manifestata anche in Francia e in altri Paesi europei.
La manifestazione è stata indetta dal Movimento Riscatto Lombardia insieme ad altre realtà riunite nel COAPI, il Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani. Al presidio non sono mancati esponenti politici di primo piano della Lega a partire appunto dal senatore Centinaio e dalla vicesegretaria del partito ed europarlamentare Silvia Sardone.

Proprio Centinaio, volto noto della politica pavese e da sempre vicino al mondo agricolo, ha ribadito il sostegno del Carroccio alle rivendicazioni dei manifestanti.
“Garanzie europee non bastano”
Gli agricoltori contestano duramente l’accordo per il libero scambio tra l’Unione europea e il mercato comune del Mercosur (composto da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), ritenuto uno strumento che favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani.
Al centro della protesta c’è il timore di una concorrenza ritenuta sleale con l’ingresso nel mercato europeo di prodotti che non rispetterebbero gli stessi standard ambientali, sanitari e qualitativi imposti alle produzioni locali.
“Le garanzie europee non bastano”, grida dal palco allestito davanti alla stazione l’europarlamentare Sardone.
Le richieste degli agricoltori
Gli slogan scanditi tra le balle di fieno e i bidoni di latte ribaltati raccontano richieste precise: un prezzo giusto per produttori e consumatori, controlli efficaci e certi contro trust e speculazione, lo stop alla deregolamentazione della Politica agricola comune e della Politica europea della pesca, e soprattutto una legge che imponga etichette trasparenti sull’origine e sui metodi di produzione.
“A tutela delle nostre produzioni è imperativo evitare l’invasione di prodotti a basso costo e bassa qualità. La Lega ribadisce la sua storica posizione contraria al Mercosur e voterà contro in ogni sede”, conclude Sardone.
Maggioranza di Governo divisa
Una giornata di protesta che ha lasciato il segno sul traffico milanese e anche sulla maggioranza di Governo che proprio su questo si divide con Forza Italia che non condivide le posizioni del partito di Salvini.
Tajani ha infatti rivendicato l’accordo perché mira a eliminare gran parte dei dazi reciproci (circa il 90% dei beni industriali europei e dei prodotti agricoli sudamericani) e facilita scambi e investimenti con clausole di sostenibilità ambientale e protezione delle indicazioni geografiche.

Per il ministro, che ha parlato di grandi opportunità per le imprese italiane, è una vittoria europea e industriale.