Sono 86.550 le persone che ogni anno si rivolgono agli enti del terzo settore nella provincia di Pistoia. Famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità e cittadini in difficoltà economica trovano nelle associazioni un punto di riferimento per servizi, attività e forme di sostegno. È quanto emerge dall’indagine Identità in movimento, promossa da Cesvot e Regione Toscana e curata dall’Università di Pisa insieme a Simurg Ricerche.
I risultati sono stati presentati venerdì 16 ottobre a Palazzo de’ Rossi, sede della Fondazione Caript, durante il convegno Lo stato di salute del terzo settore nella provincia di Pistoia, organizzato dalla delegazione locale di Cesvot. L’incontro è stato l’occasione per analizzare il ruolo degli enti sul territorio e le principali difficoltà che attendono il comparto.
Servizi e destinatari
Secondo i dati illustrati da Andrea Salvini, professore di sociologia generale al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, il 41,7% degli enti opera soprattutto nei settori della cultura, dello sport e della ricreazione. Seguono la sanità, con il 22,4%, e l’assistenza sociale e la protezione civile, con l’11,5%.
Tra i destinatari delle attività figurano le famiglie, indicate dal 37% degli enti, la collettività in generale, con il 31,3%, i giovani, con il 29,7%, e gli anziani, con il 27,1%. Gli studenti sono raggiunti dal 16,7% delle realtà coinvolte, le persone con disabilità dal 12%, mentre donne, minori e malati o traumatizzati rappresentano ulteriori categorie servite dalle organizzazioni.
Il ricambio generazionale
Uno dei nodi principali riguarda la necessità di coinvolgere nuove leve. Nel 2024 il 57,5% delle associazioni ha promosso iniziative per attirare nuovi volontari, soprattutto attraverso i social network, utilizzati dal 51,5% degli enti. Il dato rappresenta la quota più alta tra le delegazioni Cesvot, ma convive con una conoscenza ancora limitata delle tecnologie più recenti: solo il 2,3% degli intervistati dichiara di conoscere l’intelligenza artificiale.
Il rapporto con le amministrazioni pubbliche costituisce un altro elemento rilevante. Il 43,1% delle associazioni dispone di convenzioni con enti pubblici, per un totale di 183 accordi. Nel 2024 il 31,4% ha inoltre partecipato ad attività formative organizzate da Cesvot. Tra i partecipanti alla rilevazione, il 72,2% afferma di conoscere molto bene il Centro servizi per il volontariato e, tra questi, l’89,9% ha utilizzato almeno uno dei servizi disponibili.
Durante il convegno, Silvia Bini, presidente della delegazione Cesvot di Pistoia, ha sottolineato la necessità di usare l’appuntamento per riflettere sul futuro del settore e individuare possibili cambiamenti. L’assessore Sandro Giannessi ha evidenziato il contributo delle realtà associative alla risposta ai bisogni della popolazione, mentre Luca Gori, presidente della Fondazione Caript, ha definito il terzo settore uno dei pilastri del territorio insieme alla pubblica amministrazione.
Bernard Dika, in rappresentanza della Regione, ha richiamato le istituzioni alla semplificazione e a una maggiore collaborazione, osservando che il tempo dedicato al volontariato non dovrebbe essere assorbito dagli adempimenti burocratici. La giornata si è conclusa con la tavola rotonda Il terzo settore fra continuità e cambiamento, coordinata dalla giornalista Marta Quilici, alla quale hanno partecipato rappresentanti di Lilt Pistoia, Arum, Fondazione Un Raggio di Luce e Selva Società Cooperativa Sociale. Al centro del confronto, la sfida di mantenere i servizi rivolti a migliaia di cittadini e favorire il ricambio generazionale.