Il confronto tra Stati Uniti e Iran resta segnato da minacce, rivendicazioni contrapposte e tentativi diplomatici ancora senza esito. Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha esortato Teheran a rinunciare alle proprie ambizioni nucleari, avvertendo che in caso contrario il Paese potrebbe affrontare quella che ha definito una devastazione.
Da Baghdad, dove partecipava alla 52ª sessione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica, il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi ha replicato che l’Iran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni. Araghchi ha tuttavia confermato la disponibilità a un dialogo fondato sul rispetto reciproco e su garanzie credibili.
La mediazione sullo Stretto di Hormuz
Il Qatar continua a svolgere un ruolo nei tentativi di mediazione tra Washington e Teheran. Il ministero degli Esteri di Doha, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Isna, ha confermato che le parti continuano a scambiarsi opinioni e proposte nonostante le difficoltà. Sempre secondo la stessa fonte, l’incontro di Salalah puntava a una riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz in attesa di un accordo definitivo, ma il tentativo non avrebbe prodotto risultati.
Le tensioni si sono riflesse anche sul terreno, lungo il confine tra Arabia Saudita e Yemen. Nella regione di Najran, un elicottero da ricognizione AH-6i della Guardia Nazionale saudita è precipitato causando la morte di due ufficiali. Il generale Turki al-Maliki, portavoce della coalizione a guida saudita, ha attribuito l’incidente a un guasto tecnico.
Una versione diversa è stata fornita dagli Houthi, che hanno rivendicato l’abbattimento di un elicottero militare saudita Apache nella stessa area. La dichiarazione, riportata dall’agenzia turca Anadolu, è stata attribuita al portavoce militare del gruppo Yahya Saree. Saree ha inoltre annunciato su X l’abbattimento di un aereo da ricognizione saudita nei cieli della provincia di Haja e la distruzione di un drone Karayel, prodotto dall’azienda turca Lentatek.
Le rivendicazioni yemenite e il fronte palestinese
Secondo il portavoce Houthi, il Karayel sarebbe il quarto abbattuto dall’inizio della recente escalation e il settimo da quando questi velivoli hanno iniziato a entrare nello spazio aereo yemenita. I media iraniani hanno inoltre pubblicato una lettera del leader Houthi indirizzata al capo di Hamas Shahid al-Sinwar, nella quale viene ribadita la continuità del sostegno yemenita alla Palestina e il rafforzamento delle capacità missilistiche e navali dello Yemen.
Sul fronte palestinese, Al Jazeera ha riferito dell’uccisione di una ragazza palestinese nel campo di al-Maghazi. Secondo una fonte dell’ospedale al-Aqsa, la giovane sarebbe stata colpita da spari delle forze israeliane. La vicenda si aggiunge alle reazioni internazionali per l’aggressione subita dalla fotografa del Washington Post Heidi Levine.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio si è detto molto turbato per l’attacco e ha sollecitato Israele a reprimere episodi di questo tipo. Anche l’ambasciatore statunitense in Israele ha chiesto che i responsabili vengano puniti attraverso indagini e procedimenti penali. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha infine chiesto alle autorità israeliane di arrestare i coloni accusati di violenze. Il testo disponibile si interrompe mentre vengono riportate queste richieste.