Due soppressioni sulla tratta ferroviaria tra Tirano e Milano Centrale hanno lasciato i passeggeri senza un collegamento alternativo. Il treno regionale in partenza da Tirano alle 18.08 è stato cancellato lunedì 22 giugno a causa di un guasto e domenica 28 giugno per la caduta di alberi sulla linea. In entrambe le occasioni non sono stati attivati autobus sostitutivi almeno fino alle stazioni di Sondrio e Delebio, indicate come punti dai quali il servizio avrebbe potuto riprendere.
L’interrogazione in Regione
La vicenda è stata portata all’attenzione della Regione da Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Partito democratico, che nei primi giorni di luglio ha presentato un’interrogazione all’assessorato ai Trasporti. Al centro della richiesta c’erano i motivi della mancata attivazione dei bus, ma anche le procedure previste dal contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenord in caso di soppressioni e carenze nelle informazioni ai viaggiatori.
Fragomeli ha chiesto inoltre se il contratto preveda penali specifiche, quali siano i criteri per applicarle e quali strumenti utilizzi la Regione per verificare la tempestività e l’aggiornamento delle comunicazioni, soprattutto durante le emergenze. Il consigliere ha poi domandato se l’amministrazione regionale intendesse contestare a Trenord eventuali violazioni.
Le spiegazioni sul servizio sostitutivo
Nelle risposte dell’assessorato, riferite da Fragomeli insieme al segretario provinciale del Pd Michele Iannotti, si spiega che nel primo caso non sarebbe stato trovato un autobus disponibile per il servizio sostitutivo. La domenica successiva, invece, Trenord avrebbe impiegato un mezzo sulla tratta a valle di Sondrio, ritenendo verosimilmente più alto il numero dei viaggiatori in quella direzione. Secondo Fragomeli e Iannotti, questa scelta non chiarirebbe però per quale motivo i passeggeri a monte di Sondrio non abbiano avuto un collegamento alternativo.
Il consigliere e il segretario provinciale contestano anche la gestione dell’informazione all’utenza. A loro giudizio, la mancanza di comunicazioni tempestive avrebbe aggravato i disagi, lasciando ai viaggiatori il compito di segnalare eventuali problemi. La Regione, secondo quanto riportato nell’interrogazione, considera più complesso aggiornare le informazioni durante le situazioni di emergenza e prevede verifiche anche sulla base delle segnalazioni degli utenti.
Per quanto riguarda le sanzioni, l’assessorato ha richiamato il Piano di intervento previsto in caso di interruzioni. Le soppressioni imputabili all’impresa ferroviaria o al gestore dell’infrastruttura e non coperte da servizi sostitutivi confluiscono nel calcolo dell’indicatore di regolarità, determinato per singola linea e singolo mese. La penale non viene quindi applicata per ogni singolo episodio, ma viene definita a fine anno in proporzione allo scostamento dell’indicatore rispetto all’obiettivo fissato per la tratta.
Lo stesso meccanismo riguarda il monitoraggio delle informazioni al pubblico. Eventuali sanzioni saranno valutate in sede di chiusura contrattuale dell’anno 2026. Fragomeli e Iannotti giudicano questo sistema insufficiente, sostenendo che episodi singoli possano incidere sul servizio senza produrre conseguenze immediate per il gestore.