L’uso di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici durante l’attraversamento della carreggiata potrebbe costare 75 euro ai pedoni. La misura è contenuta nella bozza di riforma del Codice della strada elaborata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e riguarda i comportamenti che possono ridurre l’attenzione mentre si passa da un lato all’altro della strada.
La proposta nasce dalla necessità di contrastare una situazione sempre più frequente: persone che raggiungono le strisce con lo sguardo rivolto allo schermo, le cuffiette nelle orecchie o comunque senza prestare sufficiente attenzione al traffico. Una distrazione che può mettere in pericolo il pedone stesso e rendere più difficile la reazione da parte di chi si trova alla guida di un veicolo.
Le regole previste per chi attraversa
Il testo non introdurrebbe un divieto generale di utilizzare il cellulare mentre si cammina. L’impiego del dispositivo resterebbe possibile, per esempio, sul marciapiede. La sanzione scatterebbe invece quando il pedone attraversa la carreggiata utilizzando il telefono o altri apparecchi elettronici, compromettendo la concentrazione necessaria per verificare la presenza dei veicoli e procedere in condizioni di sicurezza.
Tra gli obblighi indicati nella bozza ci sarebbe anche quello di fermarsi prima di attraversare e accertarsi che il conducente abbia effettivamente visto il pedone e stia rallentando per concedergli la precedenza. Una volta iniziato il passaggio, inoltre, sarebbe necessario mantenere un comportamento prevedibile, evitando movimenti improvvisi, cambi di direzione o altre condotte capaci di sorprendere chi è al volante, salvo situazioni di necessità.
Anche la violazione di queste prescrizioni potrebbe comportare una sanzione di 75 euro. La logica indicata nel provvedimento è simile a quella applicata agli automobilisti: non sarebbe il dispositivo in quanto tale a essere sempre vietato, ma l’uso che può provocare distrazione nel momento più delicato, quello dell’attraversamento.
La bozza è ancora in consultazione
Resterebbero consentiti auricolari e sistemi vivavoce, a condizione che non limitino la capacità di percepire i rumori e di comprendere ciò che avviene intorno. Anche in questo caso, quindi, l’attenzione sarebbe rivolta all’effetto prodotto sul comportamento del pedone e non alla semplice presenza di un apparecchio.
Le disposizioni non sono ancora definitive. Il documento del Ministero è infatti un testo di lavoro sottoposto a consultazione; enti, associazioni e operatori interessati potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. Soltanto dopo questa fase la proposta potrà proseguire l’iter istituzionale previsto, che dovrà concludersi con l’eventuale pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva entrata in vigore.
Fino a quel momento, dunque, non ci sarà una nuova sanzione applicabile sulla base di queste norme. La riforma, se confermata, allargherebbe però il principio della sicurezza stradale anche ai pedoni, chiamati a rendere riconoscibili e prevedibili i propri movimenti quando attraversano la strada.