Nuove proteste urbanistiche hanno interessato il quartiere di San Concordio, a Lucca, dove sono comparse alcune scritte spray sulle recinzioni del cantiere destinato alla realizzazione di una nuova struttura commerciale. Tra le frasi tracciate sulle pareti figura Il vostro profitto uccide la nostra città, accompagnata dal termine green.
Il gesto vandalico non è stato rivendicato e il Comitato di quartiere per San Concordio ha precisato di prendere le distanze dagli autori delle scritte. Secondo i rappresentanti del comitato, tuttavia, quelle parole rifletterebbero il malcontento di una parte della popolazione residente, delusa dalle scelte urbanistiche previste per l’area dei Chiariti.
Il nodo del verde pubblico
Il comitato definisce la zona idraulicamente fragile e già fortemente impermeabilizzata. La principale contestazione riguarda la quantità di verde prevista accanto al nuovo edificio commerciale: al posto di un parco pubblico di 400 metri quadrati, indicato come atteso sulla base della scheda norma del piano operativo, sarebbero previste strette fasce di verde pubblico ai lati della struttura.
La vicenda si inserisce in un confronto avviato da tempo. Nel 2021 il Comitato per San Concordio aveva presentato osservazioni alla scheda norma del Piano Operativo adottato dalla precedente amministrazione, chiedendo una riduzione delle superfici cementificate e una maggiore dotazione di aree verdi. Le osservazioni, riferisce il comitato, sono state respinte nel 2024 dall’attuale amministrazione.
La critica alle amministrazioni
Gli attivisti contestano anche quella che considerano una continuità nelle decisioni assunte dalle diverse giunte comunali. Nella loro ricostruzione, le amministrazioni che si sono succedute avrebbero mantenuto le stesse opzioni urbanistiche per il quartiere, senza una discontinuità sostanziale sulle trasformazioni dell’area.
Il comitato sostiene che il problema non riguardi i privati impegnati nella realizzazione dell’intervento, accusati di perseguire i propri interessi legittimi, ma le scelte del governo della città e gli strumenti urbanistici che hanno reso possibile il progetto. La protesta torna così a concentrarsi sul rapporto tra nuove edificazioni, consumo di suolo e spazi verdi nel quartiere di San Concordio.