Padova (PD)

Scoppia la polemica sui fiocchi arcobaleno per il figlio dell'assessore Colonnello

La neomamma ha scritto sui social: "Nostro figlio non ha ancora due settimane. Non avremmo immaginato di dover impiegare questo tempo prezioso sommersi da una polemica nazionale sulla nostra famiglia"

Scoppia la polemica sui fiocchi arcobaleno per il figlio dell'assessore Colonnello
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L'assessore al Sociale di Padova, Margherita Colonnello, è finita al centro di una polemica per aver scelto di appendere dei fiocchi arcobaleno al posto dei classici colori, azzurro o rosa, per indicare il sesso del neonato.

I fiocchi arcobaleno

Nello specifico, i fiocchi arcobaleno sono comparsi sulla porta del suo ufficio in Municipio proprio come aveva annunciato nel suo discorso per il Padova Pride. Infatti, allora al sesto mese di gravidanza, l'assessore aveva detto che al nascituro non avrebbe regalato i classici fiocchi perché:

"I colori sono tutti bellissimi e poi deciderai tu".

Infatti, Margherita e il compagno Cosimo non hanno voluto sapere il sesso di Aronne, il figlio della coppia che prende il nome del bis-nonno, prima della nascita. Tuttavia, la notizia delle decorazioni arcobaleno ha attirato l'attenzione non solo del centro-destra, ma di molte persone.

 

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In particolare, la coppia si è lamentata dei cosiddetti leoni da tastiera che li hanno attaccati nei commenti dei post. Nello specifico, l'assessore si è rammaricata di star trascorrendo le prime due settimane di vita di Aronne dovendo aver a che fare con l'indignazione nazionale. Infatti, ha scritto sui social:

"Nostro figlio non ha ancora due settimane. Non avremmo immaginato di dover impiegare questo tempo prezioso sommersi da una polemica nazionale sulla nostra famiglia.

I leoni da tastiera si sono scatenati sulla base di una dichiarazione non riportata correttamente, riempiendoci di odio. La "bestia" ha preso il nostro discorso al Pride di Padova, pronunciato 3 mesi fa, e lo ha distorto, rendendolo machiettistico e un contenuto facile da condividere per alimentare violenza verbale".

Inoltre, ha voluto aggiungere anche:

"Il nostro discorso al Pride, che chiunque può riascoltare, è stato pensato e pronunciato contro gli stereotipi di genere che ancora oggi influenzano la nostra società, generando odio e discriminazione. Ci siamo sentiti di augurare pubblicamente a nostro figlio di scegliere l'arcobaleno come simbolo di amore e pace in un mondo che distorce la bellezza e la varietà della vita al solo bianco e nero.

Non gli abbiamo chiesto di decidere se essere maschio o femmina. Gli abbiamo promesso, in una società ancora troppo impaurita, che saremo sempre al suo fianco, qualsiasi cosa deciderà per la sua vita e chiunque deciderà di essere. Questo per noi vuol dire amore di genitori.

Speriamo che chi si erge a "difensore della famiglia" possa avere rispetto della nostra tranquillità in giorni così intensi e bellissimi. Giorni che vorremmo trascorrere solo in compagnia di nostro figlio, senza doverci difendere dagli attacchi della destra. Ringraziamo chi ci sta dimostrando solidarietà e sostegno".

Gli attacchi sui social

Tra le persone che criticano la scelta, possiamo trovare anche Rossano Sasso, deputato della Lega, che la attacca per la sua scelta. Di fatto, oltre a essere l'autore del libro "Il gender esiste. Giù le mani dai nostri figli", ha scritto sui social:

"No, cara Signora. Si nasce maschi o si nasce femmine, e la sua ideologia non potrà mai cancellare queste differenze. Lei è una politica di sinistra e ha deciso di gestire la sua gravidanza come un fatto pubblico. Oggi, con la nascita di suo figlio, ha scelto di portare avanti la sua battaglia politica, strumentalizzando un neonato a fini propagandistici. Auguro a suo figlio ogni bene, soprattutto di crescere in maniera sana ed equilibrata. I bambini sono soggetti fragili, hanno bisogno di certezze, di punti fermi, non di una madre che gli dica che può sentirsi maschio e femmina. Dire che suo figlio si costruirà da solo la propria identità rappresenta la follia ideologica e il fallimento educativo. Si può, e si deve, educare al rispetto senza snaturare un essere umano; si può educare un figlio senza prevaricarlo con la propria ideologia. Lei mi fa paura. Augura a suo figlio di non crescere omofobo; io gli auguro di non crescere confuso, privo di identità e libero. Libero da quell’ideologia gender che la madre, esternandola al mondo per fini politici, ha voluto sperimentare sul sangue del suo sangue".

Anche il Vicepremier Salvini si è voluto aggiungere alla polemica commentando:

"Congratulazioni e auguri a mamma, papà e al bimbo! Ma era proprio necessario tutto questo?".

Non si è tirato indietro neanche Roberto Vannacci, che ha pubblicato su Facebook:

"Questa notizia è l’ennesimo esempio dei danni arrecati alle menti più fragili da un’ideologia malsana che fa a pugni con la Natura e nega la Realtà. La principale vittima, in questo caso, è purtroppo quel* pover* bambin*, un innocente, che si ritrova una mamma che lo crescerà secondo dei “principi” contronatura. E poi ci lamentiamo del disagio giovanile... Forse lo ha chiamato Aronne per il solo fatto che il nome non finisce né per "o" né per "a"".