Prosegue lo sciopero dei lavoratori degli appalti Pirelli, con la mobilitazione che resta attiva anche nei prossimi giorni davanti ai cancelli dello stabilimento di Settimo Torinese.
Sciopero Pirelli a Settimo, prosegue la mobilitazione
Gli operai coinvolti nella vertenza continuano la protesta per rivendicare diritti, tutele e condizioni di lavoro più dignitose.

La mobilitazione continua anche davanti allo stabilimento di Settimo Torinese, dove gli operai tornano a presidiare i cancelli per denunciare condizioni di lavoro ritenute inadeguate e chiedere un cambiamento concreto.
Al centro della protesta c’è l’applicazione del Ccnl Multiservizi, considerato dal sindacato non coerente con le mansioni svolte. Secondo quanto denunciato, “tanti operai sono illegittimamente sottoposti al famigerato contratto Ccnl Multiservizi anziché disporre di un giusto contratto nazionale più adatto al loro lavoro e più remunerativo economicamente”, una situazione che costringerebbe molti lavoratori a “una vita di sacrifici a profitto di una grande azienda multinazionale”, definita come “colosso della chimica mondiale che fattura circa 6 miliardi di euro annui”.
Il sindacato sottolinea come, grazie all’organizzazione e alla solidarietà interna, qualcosa stia cambiando. “Uniti con la nostra organizzazione sindacale, a partire dalla solidarietà dei reparti logistica (movimentazione) e produzione (calandratura), gli operai son finalmente riusciti a metter in campo una forza adeguata per ottenere un risultato concreto di miglioramento delle condizioni di vita”.

La vertenza si inserisce, spiegano i promotori della mobilitazione, in un contesto più ampio segnato da crisi economica e tensioni internazionali. In questa fase, caratterizzata da “bassi salari, precarietà, carovita e decreti ‘sicurezza’”, le rivendicazioni vengono definite “una necessità urgente per chi con la propria forza lavoro crea la ricchezza sociale e deve garantire la sopravvivenza delle proprie famiglie”.
Dal presidio davanti alla fabbrica arriva anche una rivendicazione di principio: “scegliere il sindacato è una libertà dei lavoratori”. La richiesta principale resta l’applicazione, per tutti, “del legittimo contratto nazionale di categoria per forti aumenti di salario e riduzione dell’orario, maggiori diritti, salute e dignità”, con l’obiettivo di uscire da quella che viene definita “una palude di sfruttamento, ricatti e sofferenza”.
La protesta, spiegano ancora dal sindacato, non si ferma: “si sciopera di notte al freddo rinunciando a una giornata di salario ma il danno alla produzione fa male soprattutto al padrone”. Da qui l’appello alla città e al mondo del lavoro: massima solidarietà ai lavoratori in lotta, partecipazione al presidio ai cancelli dello stabilimento di Settimo e diffusione delle iniziative sindacali per allargare la mobilitazione.
Il messaggio conclusivo resta quello scandito dai lavoratori: “Uniti si vince”.