I lavoratori dello store Apple di via Rizzoli, a Bologna, hanno incrociato le braccia venerdì 18 settembre 2026 aderendo alla mobilitazione nazionale promossa da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Il negozio è rimasto aperto, ma secondo le organizzazioni sindacali l’astensione ha coinvolto circa l’80% del personale, in attesa dei turni pomeridiani.
I dipendenti hanno presidiato la strada davanti al punto vendita. La protesta, riferisce l’Agenzia Dire, nasce dalle condizioni di lavoro denunciate da mesi dalle rappresentanze dei lavoratori, che chiedono un intervento dell’azienda sul piano degli organici e della stabilità occupazionale.
Le richieste dei lavoratori
Helen Yemane della Filcams-Cgil ha spiegato che i collaboratori e le collaboratrici lavorerebbero in condizioni sempre più precarie a causa della riduzione degli organici e delle numerose dimissioni registrate nel tempo. Secondo la sindacalista, l’azienda non avrebbe risposto con nuove assunzioni, determinando un sovraccarico di lavoro con conseguenze sia sul piano fisico sia su quello mentale.
Nello store di via Rizzoli lavorano circa 90 persone. I sindacati sostengono che l’organico sia oggi inferiore di almeno il 15% rispetto agli anni precedenti. La richiesta principale è l’inserimento di almeno dieci nuove risorse con contratti stabili, così da ridurre la pressione sui dipendenti e garantire una maggiore continuità nel servizio.
Contratti e turni
Laura Chiarini, della Fisascat-Cisl, ha indicato tra le ragioni della protesta anche il ricorso a contratti a tempo determinato. Secondo la sindacalista, le persone vengono assunte per periodi limitati senza essere poi stabilizzate, con una conseguente dispersione di professionalità maturate all’interno del negozio.
Le organizzazioni sindacali contestano inoltre la gestione dei turni, descritti come particolarmente pesanti, e chiedono che l’azienda ascolti le rivendicazioni del personale. La mobilitazione di Bologna si inserisce nello sciopero nazionale proclamato dalle tre sigle del commercio, con al centro il tema delle condizioni di lavoro e dell’occupazione negli store Apple.