Venerdì 30 ottobre 2026 lo sciopero generale ha portato centinaia di manifestanti davanti agli accessi del porto di Genova e in diverse strade della città. A Sampierdarena, il varco Albertazzi è stato bloccato dai lavoratori portuali, mentre cortei e presidi hanno coinvolto anche altre zone del capoluogo ligure.
Durante la mobilitazione, José Nivoi, portavoce del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e dirigente dell’USB, ha rivolto dure critiche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. «Che faccia il suo lavoro o che si dimetta», ha dichiarato, contestando la gestione del settore e la decisione del ministero di differire l’astensione nei comparti interessati dalla precettazione.
La contestazione contro il provvedimento
Nivoi ha sostenuto che le difficoltà dei lavoratori siano il risultato di politiche portate avanti negli ultimi trent’anni e ha accusato il Governo Meloni di aver aggravato la situazione attraverso una maggiore repressione, senza intervenire sui salari, sul caro benzina e sull’emergenza abitativa. Il sindacalista ha inoltre collegato la mobilitazione alla contrarietà alla guerra, al riarmo e al traffico di armamenti attraverso gli scali marittimi.
Il rappresentante del CALP ha criticato in particolare l’ordinanza legata al periodo di Ognissanti e alla commemorazione dei defunti, sostenendo che le limitazioni non fermeranno la protesta. Ha inoltre contestato la riforma portuale, ritenendo che possa favorire interessi privati: si tratta di valutazioni espresse dal sindacalista e non di conseguenze già accertate.
USB nazionale aveva annunciato nei giorni precedenti la conferma dello sciopero anche nel comparto dei trasporti, definendo l’ordinanza illegittima e dichiarando di voler correre il rischio di eventuali sanzioni per l’organizzazione e i delegati. Il sindacato ha però informato i lavoratori delle possibili conseguenze individuali, indicate in sanzioni amministrative da 500 a 1.000 euro, oltre agli altri provvedimenti previsti.
Le conseguenze sul trasporto pubblico
La vicenda ha riguardato anche il trasporto pubblico locale. USB Lavoro Privato Liguria aveva confermato l’adesione all’astensione di 24 ore, circostanza comunicata da AMT Genova. Successivamente, l’azienda ha richiamato la delibera della Commissione di Garanzia e l’ordinanza ministeriale n. 204 T del 27 ottobre 2026, che dispongono il differimento dello sciopero e impongono ai dipendenti interessati di svolgere regolarmente i turni. AMT ha ricordato che la violazione comporta sanzioni amministrative.
La mobilitazione ha coinvolto il varco Albertazzi, piazza Montano, la zona universitaria di via Balbi e piazza Acquaverde, davanti alla stazione di Genova Principe. Da quest’ultima area è partito un corteo verso il Terminal Traghetti, lungo via Andrea Doria e via Bruno Buozzi, poi rientrato verso la zona portuale. Sono state segnalate limitazioni alla circolazione in piazza Montano, via Balbi e nel tunnel di via Buozzi in direzione di via di Francia.
Lo sciopero è stato promosso da USB insieme ad ADL Cobas, CLAP e Unicobas. Tra le richieste figurano aumenti salariali e pensionistici, misure contro il carovita, maggiori tutele sul lavoro e investimenti nei servizi pubblici. Alla protesta si è affiancata la mobilitazione internazionale dei portuali contro il riarmo e il commercio di armamenti.