Toscana

San Rossore (Pisa), la pineta rischia di morire

L'Ente parco è corso ai ripari e chiede un finanziamento statale o europeo

San Rossore (Pisa), la pineta rischia di morire

La pineta nel Parco di San Rossore, una delle più grandi d’Italia, ispirazione di poesie di D’Annunzio e oggi Riserva della biosfera Unesco, è in pericolo e sotto assedio. Quest’area naturale protetta, estesa lungo la costa da Pisa alla Versilia, è invasa dalla cocciniglia tartaruga. Un insetto alieno che aggredisce i pini e ne prosciuga la linfa, portandoli alla morte. Un’emergenza per il parco.
Scoperta per la prima volta tre anni fa, la malattia si è moltiplicata a dismisura, infestando in lungo e in largo quello che è un patrimonio naturale immenso: milioni di pini in 4.500 ettari, adesso la sua presenza è praticamete ovunque. Conn focolai intensi in circa mille ettari.

I rimedi

L’Ente da tempo è corso ai ripari. Si fanno iniezioni di insetticida, ma è un rimedio limitato: la puntura va fatta ad ogni singolo albero, ognuna costa intorno ai 50-70 euro e va ripetuta annualmente. La Regione ha stanziato già 500milaeuro, ma i costi sono potenzialmente infiniti. E la rapidità didiffusione del parassita è disarmante.

L’emergenza

“Siamo di fronte a una bomba ambientale, la situazione è disperata — dice Lorenzo Bani, presidente dell’Ente Parco regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli —. In pochi anni rischiamo di non avere più pineta. Non c’è piena consapevolezza di ciò che la cocciniglia può causare a tutte le pinete in Italia”.

La speranza

Una speranza arriva dai Caraibi, dove vive la Thalassa montezumae, una coccinella che è il nemico naturale della cocciniglia. Si nutre delle sue uova. Sono già stati presi degli esemplari, studiati nei laboratori del Crea (ente pubblico di ricerca italiano) e vengono testati in una pineta del napoletano per capire gli effetti collaterali.