Salute mentale e IESA al centro del convegno

Professionisti, famiglie e cittadini hanno discusso ascolto, prevenzione, accoglienza e nuovi percorsi di inclusione

Informazione corretta, ascolto e relazioni sono stati al centro del convegno promosso il 31 agosto da Psicotypo – Professionisti per la Salute Mentale ODV. L’iniziativa si è svolta nel Padiglione Convegni Spazio Italia della Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino di Rieti, con il sostegno del CSV Lazio ETS, e ha affrontato il tema della salute mentale attraverso gli interventi di psicologi, professionisti dell’informazione e della biblioterapia.

L’incontro è stato seguito da numerosi professionisti del territorio e da cittadini interessati. Il confronto ha permesso di affrontare argomenti specialistici con un linguaggio accessibile, soffermandosi su forme di prevenzione e cura che non dipendono soltanto dall’intervento clinico, ma anche dalla qualità dell’ambiente sociale e affettivo in cui vive la persona.

Il ruolo dell’informazione e dell’ascolto

A introdurre e moderare i lavori è stata Giulia Testa, che ha richiamato la responsabilità dell’informazione in ambito psicologico e psichiatrico. Verificare le fonti, utilizzare correttamente i termini clinici, evitare diagnosi a distanza e non ricondurre automaticamente i comportamenti al disagio mentale sono stati indicati come passaggi essenziali per contrastare stigma e semplificazioni.

La psicologa e psicoterapeuta Elena Cabras ha approfondito il valore dell’ascolto e della psicoterapia come strumenti di cura, prevenzione e conoscenza di sé. L’ascolto terapeutico, è stato spiegato, non consiste nel fornire risposte precostituite, ma nell’accogliere la complessità della persona e aiutarla a riconoscere emozioni, risorse e modalità relazionali. Cabras ha proposto l’immagine del paziente come un quadro e delle relazioni, delle esperienze e dei significati come la cornice che lo circonda: non si interviene per cancellare o sostituire la persona, ma per favorire un diverso modo di guardare a sé stessa e al proprio contesto.

Il rapporto tra individuo e ambiente relazionale è stato affrontato anche da Valeria Saladino, docente dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. La relatrice ha sottolineato l’importanza di riconoscere precocemente i segnali di disagio emotivo, così da intervenire prima che la sofferenza si consolidi o venga interpretata come una debolezza personale. Il benessere psicologico, secondo quanto emerso, è influenzato anche dalla qualità dei legami e dal contesto familiare, sociale e culturale. Al termine dell’intervento è stata letta la poesia di Sylvia Plath Pensavo di essere invulnerabile.

L’esperienza dell’inserimento eterofamiliare

Un momento centrale è stato dedicato alla proiezione del documentario Come uno di famiglia, realizzato dalle dottoresse Cabras e Saladino e dedicato allo IESA, l’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti, sviluppato dal Servizio IESA dell’ASL TO3 di Collegno. Il progetto prevede che una persona seguita dai servizi di salute mentale venga accolta, per un periodo concordato, da un singolo o da una famiglia diversa da quella d’origine.

Lo IESA non è un affidamento né una semplice soluzione abitativa, ma un percorso terapeutico e riabilitativo individualizzato, predisposto e seguito da professionisti. La persona ospitata può sperimentare nuovamente la quotidianità e recuperare gradualmente autonomia, fiducia e capacità relazionali, partecipando alla costruzione del proprio percorso. L’abbinamento con la famiglia viene preceduto da colloqui e valutazioni; le persone disponibili all’accoglienza vengono selezionate e formate.

Famiglie e ospiti sono accompagnati da un’équipe multidisciplinare composta da professionisti della salute mentale e della riabilitazione, che mantiene un contatto costante e interviene in caso di difficoltà. Nato a Collegno nel 1997 per iniziativa dello psichiatra Gianfranco Aluffi, il modello propone un’alternativa a un’assistenza esclusivamente istituzionale. Le testimonianze raccolte nel documentario hanno evidenziato il carattere reciproco della convivenza, inserita in un progetto professionale strutturato.

Davide Testa ha infine presentato la biblioterapia, basata sulla lettura guidata e sul confronto sui testi per favorire consapevolezza emotiva, conoscenza di sé e cambiamento. Il libro non viene proposto come una cura sostitutiva del percorso psicologico: il valore dell’attività risiede nella relazione tra lettore, testo e facilitatore, oltre che nelle riflessioni suscitate dalla lettura.

Dal convegno è emersa una stretta connessione tra informazione, ascolto e relazione. Conoscere senza deformare, avvicinarsi all’esperienza dell’altro senza ridurla a una diagnosi e costruire legami significativi sono stati indicati come elementi capaci di favorire cura e inclusione. Psicotypo, associazione impegnata nella divulgazione e nella sensibilizzazione sulla salute mentale, ha indicato il proprio sito come riferimento per conoscere attività e progetti.