Il 30 ottobre 1976 un violento nubifragio colpì vaste aree della provincia di Brescia, con effetti particolarmente pesanti nella zona del lago di Garda. A Salò, dopo un’estate torrida, la pioggia cadde con tale intensità da mettere in crisi i normali sistemi di deflusso e provocare esondazioni, allagamenti e frane.
A ricostruire quei momenti è Roberto Maggi, salodiano e oggi docente alla scuola primaria Teresio Olivelli. Secondo il suo ricordo, intorno alle 11 del mattino il cielo si fece improvvisamente scuro e sulla città si abbatté una quantità d’acqua impossibile da contenere attraverso le vie di scarico ordinarie.
L’acqua invase strade e terreni
Le acque del Clisi, ingrossate dalle precipitazioni, uscirono dagli argini invadendo la strada e i terreni tra Collio e Roè. Le piogge insistenti alimentarono una grande fiumana, che trascinò sassi, terriccio e materiali vari attraverso i campi. Dalla valle di Renzano l’acqua scese verso Salò, raggiungendo la località di Campoverde, dove provocò danni, frane e allagamenti.
Le zone più colpite furono la località Valle e l’area dei Due Pini. Tra gli edifici maggiormente interessati ci fu la scuola elementare Teresio Olivelli: gli alunni furono costretti a salire ai piani superiori mentre l’acqua entrava nel corridoio e invadeva gli ambienti più bassi. All’esterno, il piazzale e le aree circostanti si stavano trasformando in un grande bacino.
L’evacuazione degli alunni
I soccorritori invitarono i bambini e gli insegnanti a mantenere la calma e organizzarono l’evacuazione dell’edificio. I gruppi di alunni furono trasferiti con le maestre su barconi della protezione civile e accompagnati verso viale Zane, situato a una quota più alta rispetto all’avvallamento dove sorge la scuola.
In viale Zane erano già pronti i pullman del trasporto scolastico, che attendevano gli studenti delle frazioni per riportarli alle rispettive abitazioni lungo i percorsi consueti. Nelle testimonianze di chi frequentava allora la primaria restano le immagini del buio fitto, della pioggia battente sui vetri e dell’acqua che circondava l’edificio.
Il ricordo di quel nubifragio è ancora presente nella scuola di via Maria Montessori, dove oggi viene conservato un disegno realizzato dagli alunni su un grande foglio di carta da pacco. L’opera nacque per esorcizzare la paura e raffigura alberi sradicati, acqua sporca e automobili trascinate dalla corrente come imbarcazioni senza controllo. Sullo sfondo, un cielo nero richiama quello del sabato 30 ottobre 1976, rimasto nella memoria della comunità salodiana.