Il Comune di Arconate ha indicato la via, quella di cambiare rotta rispetto al servizio di refezione scolastica. E lo ha fatto anche in considerazione dell’aumento, ormai ritenuto inevitabile, del costo per i buoni pasto.
Più varietà nei piatti proposti
Per centrare questo obiettivo le energie sono state convogliate sulla varietà dei piatti proposti. A cominciare dall’introduzione di pietanze fresche e di stagione, come polenta e bruscitt, uovo sodo e zuppa di ceci.
«Abbiamo apportato una rivoluzione sul servizio mensa – ha spiegato il vicesindaco Fabio Gamba -. Dopo aver ereditato l’appalto dalla precedente Amministrazione, ci siamo subito dati da fare e uno degli elementi di non pieno gradimento che riguardava il servizio di refezione scolastica. Abbiamo lavorato con l’azienda Pellegrini per intervenire sui pasti dubbi tra cui frittata, uova sode e zuppe di ceci».
“Abbiamo trovato la quadra sulle nuove proposte alimentari”
Alla fine, ha continuato Gamba , “siamo arrivati a una ridefinizione delle proposte, aggiungendo pietanze di stagione e nuove, insieme a pasta e pizza cucinate sul posto. Alimenti che avevano bisogno di autorizzazioni speciali. Adesso, però, ha sottolineato l’Amministrazione comunale con il vicesindaco Fabio Gamba, «Ci sono le condizioni per cambiare registro». Infatti, ha proseguito, «Vogliamo far sì che i bambini mangino. Siamo convinti che il menù possa piacere ai più piccoli».
I ragionamenti dell’Amministrazione comunale
La ratio, ha precisato lo stesso, «è ruotata attorno alla convinzione che non ce la siamo sentiti di applicare l’adeguamento Istat per un servizio che non riscontrava il gradimento nei bambini». Bambini che, prima approvare tali modifiche, ha aggiunto, «Erano in piedi con delle merendine. In futuro pretendiamo dunque che gli allievi escano dalla mensa avendo mangiato qualcosa». Finora il test sembra sia stato superato «Ho assaggiato personalmente i piatti e per i livelli di una mensa i pasti sono accettabili e conformi agli standard qualitativi», ha concluso.
Verso gli aumenti
Al momento il costo per pasto è pari a 5,50 euro dopo due rivalutazioni Istat che lo hanno portato sopra i 6 euro. Rivalutazioni che, nella fattispecie, non sono state ancora applicate ma che invece caratterizzeranno i costi a carico delle famiglie nei prossimi mesi.