Sanremo (IM)

Presidio per Gaza a Sanremo, Amnesty: continueremo a farci sentire

Le realtà promotrici contestano la condotta israeliana e chiedono all’Italia iniziative sul piano diplomatico.

Piazza Colombo, a Sanremo, ha ospitato nella mattinata di sabato 10 ottobre un sit-in dedicato alla situazione della popolazione palestinese e alla guerra nella Striscia di Gaza. L’iniziativa è stata promossa dal gruppo locale di Amnesty International, dalla Rete Ottobre di Pace e dall’ANPI, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla crisi umanitaria in corso.

Il presidio si è svolto in forma pacifica, ma con parole fortemente critiche nei confronti del governo israeliano e della posizione assunta dall’Italia. Gli organizzatori hanno chiesto alla comunità internazionale e alle autorità italiane di interrompere quelli che definiscono rapporti di sostegno e complicità con le operazioni militari nella Striscia.

Le denunce sulla situazione a Gaza

Durante la manifestazione è stato distribuito un documento nel quale le associazioni ripercorrono gli ultimi tre anni di conflitto e descrivono le conseguenze delle operazioni militari sulla popolazione civile palestinese. Nel testo vengono citati il collasso del sistema sanitario, la distruzione delle abitazioni, la carenza di beni essenziali e le difficoltà nell’accesso agli aiuti umanitari.

Gli organizzatori parlano di genocidio e contestano quella che definiscono una sproporzione tra la potenza militare israeliana e le condizioni dei civili. Nel documento vengono inoltre richiamate le indagini internazionali sulle possibili violazioni del diritto umanitario. Un’attenzione specifica è riservata anche alla Cisgiordania, con riferimenti alle violenze dei coloni, all’espansione degli insediamenti e alle conseguenze delle politiche israeliane sulle comunità palestinesi.

A illustrare le ragioni della mobilitazione è stata Maria Giulia Latini, responsabile del Gruppo 073 di Sanremo di Amnesty International. La referente ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla situazione in Medio Oriente e di continuare a portare la questione nello spazio pubblico. Secondo Latini, il presidio è stato pacifico ma particolarmente sentito, perché le associazioni ritengono troppo grave la situazione per restare indifferenti.

La critica al governo e il tema dell’antisemitismo

Una parte del documento è dedicata alla posizione del governo italiano, giudicata dagli organizzatori insufficiente rispetto alla richiesta di interrompere i rapporti di sostegno a Israele. Le associazioni richiamano gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e dallo Statuto di Roma e chiedono un maggiore impegno sul piano diplomatico e politico per fermare le operazioni militari e ottenere la cessazione di ogni forma di complicità.

Nel corso della mattinata è stato affrontato anche il disegno di legge numero 1004, dedicato al contrasto dell’antisemitismo. I promotori esprimono preoccupazione per l’eventuale riferimento alla definizione elaborata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, sostenendo che possa creare una sovrapposizione tra l’odio antiebraico e le critiche alle politiche dello Stato di Israele. Si tratta della lettura politica espressa dalle associazioni, che temono possibili conseguenze sulla libertà di espressione e sulle manifestazioni di dissenso.

Latini ha spiegato che non è stata avviata una comunicazione diretta con le scuole sanremesi in vista del presidio. Non è però esclusa la possibilità di organizzare in futuro iniziative rivolte ai giovani, anche considerando le mobilitazioni studentesche già svolte. Al momento non risultano nuovi appuntamenti già fissati, ma il gruppo locale di Amnesty ha ribadito la volontà di seguire gli sviluppi della crisi e di mantenere alta la vigilanza sui diritti umani.