Porto san giorgio (FM)

Porto San Giorgio, la Sgds gestirà l’approdo fino al 31 dicembre

La giunta prende tempo tra istruttoria, beni da acquisire e possibile ricorso contro la pronuncia del Consiglio di Stato

La gestione del porto turistico di Porto San Giorgio resterà affidata alla Sgds Multiservizi fino al 31 dicembre 2026. È quanto stabilito dalla delibera di indirizzo approvata a metà settembre dalla giunta Vesprini, che ha preso atto della sentenza del Consiglio di Stato e ha confermato la necessità di garantire senza interruzioni i servizi essenziali dell’approdo.

Il provvedimento assegna alla società municipalizzata il compito di proseguire l’attività per il tempo necessario a completare l’istruttoria richiesta dalla pronuncia del giudice amministrativo. La decisione ha carattere temporaneo e, secondo quanto emerge dall’atto, dovrà consentire al Comune di definire il percorso da seguire per il futuro della struttura. La sentenza del Consiglio di Stato aveva ribaltato la precedente decisione del Tar, annullando i provvedimenti che avevano portato all’affidamento provvisorio della gestione alla Sgds circa un anno fa.

Il nodo tra gara e gestione in house

La delibera non scioglie però il principale interrogativo: se procedere con una gara pubblica oppure mantenere la gestione in house attraverso la Sgds Multiservizi. L’amministrazione comunale e gran parte della maggioranza sembrano orientate a confermare la società partecipata, amministrata dall’avvocato Giovanni Lanciotti, anche per gli anni successivi. La scelta, tuttavia, dovrà essere formalizzata entro la fine dell’anno.

Nel documento si fa riferimento anche alla possibilità di avviare iniziative giudiziarie contro la sentenza del Consiglio di Stato. Parallelamente, gli uffici dovranno completare gli adempimenti necessari per dare esecuzione alla pronuncia. Restano inoltre da definire gli effetti del piano urbanistico del porto, approvato dalla Regione ma considerato ormai datato prima ancora della sua attuazione. Tra le questioni ancora aperte ci sono le volumetrie, gli interventi da confermare o ridimensionare e le risorse necessarie per realizzarli.

Beni e continuità dei servizi

La proroga della gestione risponde anche alla necessità di attendere la conclusione della procedura di incameramento dei beni presenti nell’approdo. Secondo quanto riferito dall’assessore al porto Fabio Senzacqua, l’operazione avrebbe riguardato circa l’80% dei beni. La delibera precisa però che il procedimento è ancora in corso e che non sono stati definiti in modo completo né il perimetro dei beni acquisiti dallo Stato né la loro entità e il loro valore.

Una parte delle strutture installate nel porto potrebbe infatti restare di proprietà dell’ex concessionario e dovrà essere rimossa da quest’ultimo. In attesa di chiarire questi aspetti, il Comune ha ritenuto necessario evitare interruzioni nella gestione del servizio pubblico. L’amministrazione considera l’infrastruttura rilevante per la comunità e per il tessuto economico di Porto San Giorgio, in un territorio caratterizzato da una forte vocazione turistica.

La vicenda nasce nel 2023, quando un decreto dirigenziale dichiarò la decadenza della concessione demaniale rilasciata alla società Marina di Porto San Giorgio Srl per gravi inadempimenti. Nel 2024 il Tar confermò la legittimità del provvedimento. Nel 2025 il Consiglio di Stato respinse l’appello della società e confermò definitivamente la decadenza della concessione.

Successivamente il Comune aveva affidato la gestione alla Sgds fino a maggio 2027, con la possibilità di un rinnovo annuale. La decisione era stata impugnata davanti al Tar dalle società Matteo e Paola Renzi & Co. Sapa e Marinedi Srl: il primo giudizio aveva dato ragione all’amministrazione, mentre il successivo appello aveva accolto le contestazioni. Ora la nuova scadenza del 31 dicembre 2026 lascia alcuni mesi per definire il modello di gestione e il futuro dell’approdo.