Lombardia

Ponte sul Lambro, chieste verifiche su struttura e collaudo

Le GEV segnalano curvatura anomala, accessi non controllati e tracce di ossidazione; l’ente responsabile è chiamato a fornire risposte.

La sicurezza del ponte sul Lambro tra Lambrinia di Chignolo Po e Orio Litta torna al centro dell’attenzione dopo la diffusione di una segnalazione delle Guardie Ecologiche Volontarie. Nel documento vengono riportate alcune criticità già emerse nelle settimane precedenti, tra cui una possibile flessione anomala della campata e problemi legati al controllo degli accessi al cantiere.

La relazione è stata redatta l’8 ottobre 2026 dagli agenti Massimo Provini e Mario Ubaldo Lacchini, appartenenti al Distretto di Inverno e Monteleone, e protocollata dal Comune di Orio Litta il 13 ottobre con il numero 4703/2026. Gli atti sono stati successivamente acquisiti attraverso una richiesta di accesso presentata ai sensi della legge 241/1990.

Le osservazioni delle Guardie ecologiche

Secondo quanto riportato nella relazione, l’accesso al cantiere non sarebbe stato adeguatamente controllato. Le transenne, stando alla segnalazione, potevano essere facilmente spostate e durante i fine settimana alcune famiglie avrebbero attraversato liberamente il ponte.

L’elemento ritenuto più delicato riguarda però la conformazione della struttura. Gli agenti hanno descritto una curvatura verso il basso della campata, mentre la tipologia delle travature farebbe ipotizzare una curvatura opposta. Le GEV hanno precisato di non disporre delle competenze necessarie per una valutazione ingegneristica, ma hanno comunque ritenuto opportuno informare i Comuni rivieraschi e sollecitare controlli tecnici sulle condizioni dell’opera.

La documentazione è stata trasmessa dal responsabile del Servizio tecnico del Comune di Orio Litta, l’architetto Paola Bertolasi, con una nota protocollata il 15 ottobre 2026, numero 4745. L’amministrazione avrebbe inoltre riferito di essere già a conoscenza delle criticità, anche in seguito alla segnalazione pubblica del 12 ottobre e alla successiva attenzione della stampa locale e provinciale.

Ruggine sulla pavimentazione e richieste ad AIPO

Un nuovo sopralluogo avrebbe fatto emergere ulteriori elementi da sottoporre agli enti competenti. Domenico Ossino, già fondatore e presidente del Comitato Alluvionati Lodi, ha riferito di avere osservato tracce di ruggine sulla pavimentazione, apparentemente provenienti dalle travi, e uno spessore del piano viabile ritenuto considerevole.

Lo stesso Ossino ha chiarito che le sue osservazioni non costituiscono una diagnosi tecnica. Spetterà quindi ai professionisti e agli enti responsabili verificare l’eventuale presenza di problemi strutturali, valutare le condizioni delle travi e accertare se il peso della pavimentazione sia compatibile con i parametri progettuali.

Nel frattempo, i Comuni di Orio Litta e Chignolo Po avrebbero rafforzato le protezioni per impedire l’accesso al ponte, intervenendo dopo le segnalazioni ricevute. La misura riguarda la sicurezza del cantiere, ma non chiarisce da sola la condizione dell’infrastruttura né l’eventuale necessità di ulteriori provvedimenti.

Secondo la risposta fornita dal Comune di Orio Litta, la responsabilità dell’opera, compresi la custodia del cantiere, la direzione dei lavori e il collaudo, sarebbe in capo ad AIPO, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, indicata come soggetto attuatore. All’ente vengono quindi rivolte le principali richieste: conoscere gli esiti del collaudo, verificare se la flessione rientri nelle tolleranze di progetto, accertare il peso della pavimentazione e chiarire quali controlli siano in corso sulle travi portanti.

La vicenda resta aperta in attesa di risposte ufficiali e di eventuali verifiche tecniche. L’obiettivo delle richieste è ottenere dati documentati sulla sicurezza del ponte e sulle procedure adottate per controllare l’opera, realizzata con fondi pubblici, anche alla luce delle criticità segnalate negli accessi al cantiere e nella campata.