L’Università di Parma figura tra le 261 istituzioni di 30 Paesi che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta indirizzata al Consiglio dell’Unione europea e al Parlamento europeo. Il documento chiede un riconoscimento esplicito del ruolo svolto dalle Alleanze delle Università Europee nelle politiche comunitarie.
La richiesta riguarda in particolare il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e il futuro Fondo europeo per la competitività. Secondo i firmatari, le alleanze tra atenei rappresentano uno strumento per rafforzare la cooperazione oltre i confini nazionali e per sostenere gli obiettivi dell’Unione in materia di competenze, ricerca e innovazione.
La rete dei Paesi firmatari
Alla dichiarazione hanno aderito istituzioni di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Albania, Svizzera e Regno Unito.
Nel testo, i presidenti e i rettori delle università aderenti rivendicano il contributo collettivo degli atenei europei nell’affrontare le crisi degli ultimi anni. Tra gli esempi citati ci sono il rafforzamento della resilienza dell’Unione durante la pandemia di COVID-19 e il sostegno all’Ucraina dopo l’aggressione militare russa.
La dichiarazione richiama inoltre le indicazioni di France Universités e della Community of Practice FOREU4ALL, ribadendo l’impegno a contribuire allo sviluppo dello Spazio europeo dell’istruzione, dello Spazio europeo dell’istruzione superiore e dello Spazio europeo della ricerca. L’obiettivo indicato è formare competenze capaci di affrontare sfide industriali, tecnologiche, sociali e ambientali attraverso i progressi scientifici.
Ricerca, innovazione e competitività
Secondo i firmatari, le Alleanze delle Università Europee stanno sperimentando nuovi modelli di collaborazione profonda tra atenei di diversi Paesi. Questi percorsi mirano a ridurre la frammentazione, collegare gli ecosistemi regionali dell’innovazione e favorire la circolazione della conoscenza e dell’innovazione nel continente.
Nel documento le università vengono indicate come elementi essenziali per raggiungere gli obiettivi della Bussola per la competitività e per realizzare la cosiddetta Quinta libertà del mercato unico, riferita alla conoscenza e all’innovazione. I firmatari sostengono inoltre che il sistema universitario possa contribuire allo sviluppo economico locale e regionale, alla promozione dei valori europei e alla riduzione delle disparità territoriali.
La conclusione è un appello alle istituzioni comunitarie affinché il ruolo e il potenziale delle Alleanze siano inseriti in modo esplicito nei testi legislativi attualmente in discussione, in vista dell’approvazione del quadro finanziario e dei programmi dell’Unione per il periodo 2028-2034.